Cause mortalità, l’Oms: “Cardiopatia ischemica ancora il primo killer”

Roma, 10 dicembre – Un articolo di fanpage.it accende i riflettori sull’ultimo rapporto dell’Onu sulle principali cause di decessi sul pianeta per lo scorso anno, dal quale emerge che a fare la parte del leone sono state le malattie non trasmissibili, che occupano 7  delle prime dieci posizioni della graduatoria delle principali cause di morte nel mondo e hanno rappresentato nel 2019  il 55% dei 55,4 milioni di decessi in tutto il mondo.

Risultato immagine per ghebreyesus oms“Questi dati ci ricordano che dobbiamo intensificare rapidamente la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie non trasmissibili”  ha affermato il direttore generale dell’agenzia sanitaria dell’Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus (nella foto a sinistra),  aggiungendo che  “i dati sottolineano l’urgenza di migliorare drasticamente l’assistenza sanitaria di base in modo equo e olistico. Una forte assistenza sanitaria di base è chiaramente il punto di partenza su cui tutto si basa, dalla lotta alle malattie non trasmissibili alla gestione di una pandemia globale “.

Secondo i dati rilevati dall’Oms, le principali cause globali di morte sono associate a tre grandi temi: malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, ictus), malattie respiratorie (broncopneumopatia cronica ostruttiva, infezioni delle basse vie respiratorie) e malattie neonatali. Nel 2019 tutte le malattie non trasmissibili insieme hanno rappresentato il 74% dei decessi a livello globale nel 2019. Il più grande killer del mondo è la cardiopatia ischemica, responsabile del 16% dei decessi totali sul pianeta per un totale di circa 8,9 milioni di decessi nel 2019. La seconda e la terza causa di morte sono l’ictus e la broncopneumopatia cronica ostruttiva responsabili di circa l’11% e 6 % dei decessi totali.

Le infezioni delle vie respiratorie inferiori sono invece la malattia trasmissibile più mortale al mondo e la quarta causa di morte a livello complessivo. Seguono le condizioni neonatali, che però sono anche quelle che registrano la diminuzione maggiore in assoluto negli ultimi due decenni. I decessi per bronchiti e cancro ai polmoni sono aumentati da 1,2 milioni a 1,8 milioni e sono ora al sesto posto tra le principali cause di morte. Nel 2019, l’Alzheimer e altre forme di demenza si sono classificate come la settima causa di morte, interessando soprattutto le donne. Chiudono la classifica le malattie diarroiche, il diabete e le malattie renali.

Altre malattie che erano tra le prime 10 cause di morte nel 2000 non sono più nell’elenco come la tubercolosi e l’AidsS ma altre potrebbero entrare prepotentemente nella classifica, a partire dalla Covid, malattia protagonista indiscussa (in negativo) del 2020, che ha già causato oltre un milione e mezzo di morti nel mondo e non accenna a rallentare la sua diffusione. La Covid entrerebbe dunque nella top ten delle malattie più mortali ma, come ricordano dalla stessa Oms, è responsabile anche dell’aumento dei decessi dei malati già affetti da altre patologie. Le persone che vivono con condizioni di salute preesistenti come malattie cardiache, diabete e condizioni respiratorie croniche sono a maggior rischio di complicanze e morte a causa di Covid-19.

 

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