Carenze, per la sigla europea dei distributori “prima priorità politica”

Roma, 14 novembre – In occasione del suo meeting d’autunno, tenutosi ieri a Bruxelles, la Girp, sigla che riunisce i distributori intermendi di farmaci europei, ha inserito le carenze di farmaci “in cima alle sue priorità politiche”.

A riferirlo con un breve post su LinkedIn è la stessa associazione. Dal confronto,  è emersa la necessità di un coinvolgimento di tutte le parti coinvolte e interessate dal fenomeno in un sistema di allerta precoce che dovrebbe anche includere comunicazioni dei produttori relative a  situazioni imminenti di carenza.

Dall’incontro, programmaticamente intitolato Insieme per mitigare l’impatto delle carenze di farmaci (nessun relatore italiano inserito nel programma), sono anche scaturiti dati che attribuiscono a problematiche di natura industriale la stragrande maggioranza delle carenze, ridimensionando così il  peso di quel parallel trade da tempo accusato di essere il primo responsabile delfenomeno.

A elencare le molte ragioni della carenza di farmaci è stato il presidente del Girp  Bernd Grabner (nella foto) “Comprendono difficoltà tecniche di produzione, anche dovute a mancanza di investimenti, problemi di qualità o di marketing e commercializzazione, prezzi troppo bassi, aumenti imprevisti di richieste sul mercato, interruzioni dell’offerta, ma non pesano allo stesso modo numero di incidenze di carenze: sulla base di una revisione dei siti web delle agenzie nazionali di medicinali, è chiaro che i problemi di produzione e qualità stanno provocando il maggior numero di nuovi casi di carenze”.

Secondo Grabner, che però ammette che si tratta di una generalizzazione,  si può dire che le carenze di farmaci sono dovute per più del 60% a problematiche legate a criticità produttive e a problemi di qualità dei farmaci e per il 27% a criticità nel settore marketing e commercializzazione. Le esportazioni parallele, dunque, peserebbero poco (in Spagna, per esempio, non adrebbe oltre il 2%).

Il presidente del Girp è anche tornato sulla questione Emvs, il sistema europeo di verifica dei medicinali per il monitoraggio delle carenze, in ordine al quale il Girp aveva già espresso le sue critiche in un  position paper rilasciato nello scorso mese di settembre. L’Emvs non è stato creato per la raccolta e la pubblicazione di informazioni sulle carenze” ha ribadito Grabner, confermando le conclusioni del position paper. “Senza una riprogettazione che inserisca del sistema informativo specifiche caratteristiche a questo scopo, l’Emvs non può consentire di identificare le vere ragioni delle difficoltà di approvvigionamento che hanno un impatto negativo sulla cura del paziente. Potrà soddisfare questa aspettativa solo quando conterrà dati precisi sul livello delle scorte, al momento non previste”.

Critiche sono statte esprese anche nei confronti di una misura alla quale le autorità sanitarie e regolatorie di molti Paesi (tra i quali anche l’Italia) sono ormai soliti ricorrere a fronte di situazioni gravi di carenza di farmaci sul mercato nazionale, ovvero il blocco temporaneo delle esportazioni. Misura che, secondo il Girp, sarebbe usata con troppa frequenza e disinvoltura: “Pur riconoscendo che a volte è necessario che le autorità affrontino la carenza dovuta all’export” ha detto al riguardo Monika Derecque-Pois, direttore generale del Girp  “le misure restrittive che comportano il blocco temporaneo in un singolo mercato dovrebbero essere adottate solo quando sono necessarie ed efficaci a raggiungere l’obiettivo”. A significare, in tutta evidenza, che oggi non sempre è così. “Le restrizioni andrebbero adottate sulla base di criteri trasparenti, pubblici e non discriminatori”  chiarisce la Girp al riguardo, chiedendo che i distributori siano essere informati in anticipo delle restrizioni e che queste rispettino rigorosamente i criteri stabiliti dalla Commissione europea.