Carenze farmaci, Racca: “Aifa ha ragione: nessuna emergenza”

Roma, 5  marzo – L’Aifa ha ragione: sulle carenze di farmaci non si registrano le situazioni drammatiche ed emergenziali denunciate da alcuni allarmi lanciati nelle scorse settimanre-

Ad affermarlo è Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia (nella foto), che sulla base delle segnalazioni di irreperibilità che arrivano dalle 2400 farmacie lombarde (pari a una media di mezza segnalazione al mese), si schiera senza indugi sulla lettura del fenomeno fornita dal direttore dell’Ufficio Qualità dei prodotti dell’Aifa Domenico Di Giorgio: l’indisponibilità di alcune specialità  è episodica, si tratta di casi puntiformi che non sostanziano nessuna vera emergenza sul territorio.
“Siamo perfettamente d’accordo con l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco: gli ondivaghi episodi di irreperibilità che si registrano nelle farmacie su alcuni medicinali, spesso sempre gli stessi, mancanti a singhiozzo ora in una provincia e ora in un’altra, non si risolvono con allarmismi e protagonismi che finiscono soltanto per innescare le classiche sindromi da ‘al lupo, al lupo’”
commenta  Racca al riguardo, con un evidente riferimento agli allarmi di carenze denunciati nei giorni scorsi in Veneto, puntualmente ripresi e amplificati dalla stampa di informazione.

La presidente dei titolari lombardi ricorda al riguardo che il 21 febbraio scorso, nel corso dell’ultima seduta del tavolo tecnico Aifa sulle carenze, istituito due anni fa dall’agenzia regolatoria nazionale proprio allo scopo di monitorare il fenomeno assieme alla filiera farmaceutica, proprio Di Giorgio (che del tavolo è il coordinatore) ha seccamente smentito l’esistenza di emergenze (cfr. RIFday del 22 febbraio): “Gli allarmi dei giorni scorsi, in sostanza, sono del tutto infondati” afferma Racca, facendo riferimento anche ai dati lombardi.

Nel periodo compreso tra ottobre 2017 e gennaio 2018, le segnalazioni di carenze inviate alla Regione, tramite Federfarma, dalle farmacie lombarde hanno infatti oscillato tra le 900 e le 1.200 al mese.

“Tenuto conto che in Lombardia abbiamo più di 2.400 farmacie private” chiarisce Luigi Zocchi, segretario di Federfarma Lombardia “siamo su medie inferiori a mezza segnalazione al mese per farmacia“.

Dalla Lombardia arriva anche l’invito a non fare confusione: le carenze cui si riferiscono le denunce venete sono di natura temporanea e interessano il livello regionale. Non rientrano dunque  tra i farmaci elencati nella lista Aifa dei medicinali indisponibili a livello nazionale per difficoltà produttive.
Bisogna dunque essere estremamente precisi nel rappresentare il fenomeno, evitando di nell’avventurarsi in denunce generiche,  che – come già accaduto in passato – generano soltanto consusione.

 “È capitato e continua a capitare che qualche farmaco si trovi con difficoltà” spiega al riguardo Racca “ma per fronteggiare queste indisponibilità transitorie non servono allarmi che poi la stampa rivolta al grande pubblico riprende e amplifica impropriamente, mettendo assieme episodi che hanno cause diverse com’è capitato in questi giorni. La risposta deve arrivare da interventi coordinati tra tutti gli attori della distribuzione farmaceutica, cioè proprio quello che fa da due anni il Tavolo dell’Aifa sulle carenze”.