Carenze farmaci, il tavolo Aifa rassicura: “Allarmi eccessivi”

Roma, 22 febbraio –  Contrordine, compagni: non si registrano allarmi particolari sul fronte della irreperibilità di medicinali sul mercato nazionale, contrariamente a quanto affermato nei giorni scorsi – con toni preoccupati e aggettivi forti – da alcuni rappresentanti di Federfarma.

La rassicurante affermazione è scaturita ieri dalla riunione del tavolo nazionale istituito dall’Aifa proprio per affrontare, con la partecipazione di tutte le sigle della filiera, i problemi della carenza di medicinali sul territorio nazionale, e a farla – già inizio lavori – è stato Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità dei prodotti di Aifa e coordinatore del tavolo (nella foto).

“Non risulta alcuna ‘situazione drammatica’ sul territorio nazionale, come ha sostenuto qualcuno nei giorni scorsi” ha spiegato Di Giorgio, che ha anche voluto fare subito chiarezza sulle accuse in ordine a un presunto immobilismo di Aifa sulle carenze.

Sono quattro anni che segnaliamo all’Aifa, attraverso le Regioni, questa situazione senza vedere nessun miglioramento” aveva infatti affermato Marco Bacchini, presidente di Federfarma Veneto, una delle Regioni maggiormente colpite dal problema della irreperibilità di specialità medicinali.

L’evidenza dei fatti racconta altro: è proprio grazie alle attività del Tavolo e alla collaborazione tra Aifa, ministero della Salute, Nas, Regioni e operatori del settore, contro le distorsioni del “parallel trade”, originate da quei distributori che hanno pensato di sfruttare oltre misura  le differenze di prezzo dei farmaci sui diversi mercati, che è stato possibile ridurre ai minimi termini quella che è stata ed è fuor di dubbio la causa prima delle irreperibilità di medicinali” ha affermato Di Giorgio.

Il Tavolo, infatti, ha ormai individuato modalità e responsabili di comportamenti e operazioni oltre le righe, che sono stati già raggiunti – o comunque lo saranno a breve – da adeguati provvedimenti. Ma non è tutto: l’agenzia regolatoria nazionale ha in cantiere anche iniziative su altri terreni, segnatamente quelli delle carenze produttive, della formazione e delle vendite di farmaci sul web, dalle quali sono attesi ulteriori, importanti contributi nel contrasto alle situazioni di “patologia” della distribuzione di medicinali. Di Giorgio, al riguardo, non ha però fornito ulteriori dettagli, trattandosi di “work in progress”.

Il dirigente Aifa, in ogni caso, alla luce dei dati che emergono dal  costante monitoraggio dell’Agenzia sul fenomeno dell’indisponibilità, ha ridimensionato le voci allarmistiche, attribuendo

le eventuali e comunque non rilevanti criticità che si possono verificare a bias di sistema, per certi versi e in qualche misura  “fisiologici”, sui quali peraltro il tavolo Aifa sta lavorando al fine di eliminarli.

Sulla “drammatica situazione” denunciata da Bacchini è intervenuta anche Daniela Rodighiero, direttore del Servizio farmaceutico del Veneto, che ha partecipato all’incontro in collegamento web, confermando l’assenza nella sua Regione di situazioni preoccupanti di irreperibilità di referenze farmaceutiche.

Un supporto alle rassicuranti affermazioni dei due rappresentanti istituzionali è arrivato anche da Elisabetta Pozzetti, responsabile delle Attività regolatorie di Farmindustria, secondo la quale dai dati di sell in e sell out delle aziende farmaceutiche (il primo misura la quantità dei prodotti comprati dalle farmacie, il secondo, invece, ciò che le farmacie vendono) non emergono problemi particolari, a dimostrazione che il fabbisogno di farmaci degli italiani risulta in generale pienamente soddisfatto sull’intero territorio nazionale.

Un altro fronte di discussione si è aperto sui dati forniti da Adf, l’Associazione di distributori farmaceutici, e sostanzialmente confermati da Federfarma Servizi, l’altra sigla della distribuzione intermedia,  secondo i quali i farmaci che nell’ultimo biennio sono stati interessati da fenomeni ciclici di irreperibilità sul mercato sono un centinaio, per un totale di 300 referenze.

Numeri che, secondo Di Giorgio, portano a pensare che il fenomeno delle carenze abbia ormai una connotazione “puntiforme”, con casi singoli che generano crisi temporanee e spesso non ripetute, che va ulteriormente analizzata, valutata e quindi condivisa dal gruppo di lavoro del tavolo. Tra gli aspetti indagare c’è sicuramente quello del (presunto) contingentamento operato dalle aziende su alcuni farmaci, che risulterebbe confermato da un’indagine condotta in Veneto dai Nas sui distributori intermedi. Dalle rilevazioni dei Carabinieri del Nucleo Salute è emerso che nessuno dei grossisti operanti in quella Regione, almeno negli ultimi mesi, ha venduto farmaci a canali diversi dalle farmacie, diversamente da quanto riscontrato in controlli effettuati in altre Regioni. Il che porterebbe a concludere che i casi di carenze ultimamente verificatisi in quel territorio non sono ascrivibili a distorsioni locali legate al parallel trade, ma a una somma di fattori che include verosimilmente il “rastrellamento” effettuato a livello nazionale da esportatori localizzati altrove, e le possibili forniture contingentate dalle stesse aziende.

Ad ogni buon conto, il messaggio scaturito dall’incontro di ieri alla fine è tranquillizzante: dalle disfunzionalità di sistema (che il tavolo Aifa, come ricordato da Di Giorgio, è impegnato a individuare e risolvere) possono certamente scaturire criticità temporanee, ma in ogni caso non di portata tale da giustificare allarmi come quello lanciato nei giorni scorsi, con particolare riferimento al Veneto.

Sulla situazione di questa Regione si è espresso anche Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmaciunite, anch’egli presente all’incontro romano, che a margine dei lavori ha riferito che da un monitoraggio di sei mesi condotto dai Nas su una farmacia campione aderente al sindacato è risultato che il 92% degli ordini sono regolarmente evasi.

In un comunicato stampa diramato nella mattinata di oggi, Muschietti afferma inoltre che “più che eccessi di allarmismo, c’è necessità di portare avanti e completare il lavoro di contrasto al fenomeno della carenze. È fondamentale che le istituzioni da una parte, con l’Aifa e le Regioni in testa, e gli operatori dall’altra facciano ciascuno la propria parte per garantire la piena funzionalità del servizio farmaceutico, che tra quelli assicurati dal Ssn resta in ogni caso quello che assicura ai cittadini italiani livelli di accesso e standard di qualità superiori a ogni altro servizio“.

“L’impegno di Farmacieunite e delle sue farmacie è quello di migliorare ulteriormente quei livelli e quegli standard, come dimostrano anche le ultime iniziative avviate in Veneto in collaborazione con la Regione” conclude Muschietti, con un esplicito riferimento all’avvio del servizio Cup nelle farmacie dell’Asl 2 di Treviso per la prenotazione di visite specialistiche e al progetto sperimentale per migliorare l’aderenza terapeutica nei pazienti cronici (diabetici, cardiovascolari e asmatici), che sta per passare alla fase operativa e che, secondo il presidente di Farmacieunite “rappresenterà un importante punto di svolta, migliorando i risultati terapeutici e contribuendo così alla sostenibilità della spesa sanitaria”.