Cannabidiolo, sospeso il decreto che lo inserisce tra gli stupefacenti

Roma, 2 novembre – Il ministero della Salute fa macchina indietro e sospende il decreto con il quale  giusto un mese fa aveva inserito le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis” nella tabella dei “medicinali a base di sostanze attive stupefacenti”, provvedimento che – se mantenuto – avrebbe trasformato per legge la sostanza contenuta nella cosiddetta cannabis light in sostanza stupefacente. Una decisione che aveva sollevato un mare di polemiche e proteste, soprattutto in quella parte del mondo agricolo che investe sulla canapa industriale.

Con un nuovo decreto, però, il ministro della Salute Roberto Speranza ha sospeso l’efficacia di quello precedente,  rinviando la decisione definitiva sulla “collocazione” del Cbd a un tavolo di lavoro che sarà convocato con l’obiettivo di affrontare la tematica “in maniera sistematica e complessiva”. Lo stesso titolare del ministero invita ufficialmente l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità a esprimersi con una rivalutazione complessiva e l’aggiornamento delle tabelle degli stupefacenti.

Il nodo riguarda sostanzialmente gli effetti del cannabidiolo: il ministero della Salute vuole sapere se gli stessi rimangono immutati a prescindere dalla percentuale di utilizzo. Il Cbd è una delle molecole presenti in percentuale più alta nelle infiorescenze di cannabis ed è già da anni in uso come integratore alimentare, nell’industria cosmetica e nella composizione di preparazioni galeniche. La decisione di sospendere il suo inserimento tra gli stupefacenti salva (almeno per ora) tutti quei negozi che sul territorio italiano commerciano i fiori di canapa, contro i quali era partita lancia in resta, nel governa precedente, la  Lega di Matteo Salvini. Paradossalmente, è andato molto più vicino a infliggere un colpo mortale all’economia della cannabis light un esponente del centrosinistra, anche se l’eventualità – almeno per il momento – sembra scongiurata.

Tira un sospiro di sollievo Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta alcune delle principali associazioni agricole (Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari), esprimendo soddisfazione per la marcia indietro del Governo. “Ringraziamo il Governo per aver accolto le nostre richieste e aver temporaneamente sospeso le disposizioni ministeriali con le quali le composizioni per somministrazione a uso orale di cannabidiolo, ottenuto da estratti di cannabis, sarebbero state inserite a partire dalla fine del mese di ottobre nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope” commenta in una nota Agrinsieme, che in ogni caso chiede per il settore canapicolo “maggiore chiarezza, così da poter contare su un quadro normativo certo che disciplini l’utilizzo delle diverse destinazioni d’uso della canapa industriale, con particolare riferimento a diversi settori della bioeconomia, quali la nutraceutica, la biocosmesi e la salute della persona”.

Ben venga, dunque,  conclude Agrinsieme, la convocazione del tavolo di filiera interministeriale, “del quale abbiamo più volte sollecitato l’istituzione, coinvolgendo i ministeri dell’Agricoltura, dell’Interno, della Giustizia e dello Sviluppo Economico e tutti gli attori del comparto”.