Camera, sì a mozioni su antiflu, ma no a vaccinare in farmacia

Roma, 24 settembre – La questione della vaccinazione antinfluenzale ha tenuto banco ieri a Montecitorio, dove l’assemblea ha approvato due mozioni (una della dem Elena Carnevali, nella foto, approvata integralmente, l’altra della forzista Maria Stella Gelmini, approvata senza la richiesta di maggiore interesse per la farmacia), che impegnano il governo all’adozione di misure per garantire a tutti i cittadini del Paese la possibilità di immunizzarsi contro l’influenza stagionale, al fine di evitare pericolosi incroci con il coronavirus che ancora continua a circolare anche in Italia, con rischi e conseguenze facilmente intuibili.

La mozione di Carnevali (qui il testo) co-firmata da altri 11 deputati, tra i quali esponenti di Italia Viva, Movimento 5 stelle e Leu, impegna il Governo sui seguenti  dieci punti:

  1. assumere iniziative opportune mediante specifici atti di indirizzo, affinché le Regioni e le Province autonome, nell’ambito delle loro competenze, assicurino, anche attraverso una disciplina omogenea, l’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e per le farmacie al fine di iniziare la campagna vaccinale in tempi utili e per assicurare la possibilità di raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale indicati all’impegno successivo;
  2. intraprendere tutte le iniziative di competenza necessarie affinché sia effettivamente garantito in ogni Regione italiana, attraverso l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, il possibile raggiungimento in concreto degli obbiettivi di copertura vaccinale antinfluenzale indicati dall’Oms e dal piano nazionale vaccinale 2017-2019 pari al 75 per cento come obbiettivo minimo perseguibile e il 95 per cento come copertura ottimale nell’ambito di ogni singola categoria a rischio;
  3. valorizzare l’offerta attiva tramite medici di medicina generale e pediatri di libera scelta come strumento essenziale per il raggiungimento del maggior reclutamento degli assistiti delle categorie a rischio, valorizzando il loro operato, promuovendone fortemente l’attivazione per la realizzazione degli obiettivi di copertura vaccinali indicati al precedente impegno, implementando i sistemi di sorveglianza per testare l’incidenza dell’influenza sulla popolazione;
  4. assumere le iniziative necessarie a promuovere la copertura vaccinale di tutta la popolazione accolta nelle residenze sanitarie assistite e nei servizi residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità, nonché di tutto il personale di tali strutture e servizi che possa venire a contatto con la predetta popolazione, salvo i casi in cui vi sia controindicazione alla vaccinazione;
  5. valutare l’opportunità di adottare iniziative per estendere la gratuità della profilassi vaccinale con l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza per l’anno 2020 in relazione alle preoccupazioni della concomitanza di una recrudescenza dell’epidemia da Covid-19 con l’epidemia influenzale;
  6. raccomandare fortemente alle aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere e ai servizi o strutture accreditate, convenzionate e contrattualizzate l’obiettivo del 95 per cento di copertura vaccinale della popolazione che vi opera, richiedendo ad esse la forte attivazione per la realizzazione di tale obiettivo, nonché anche coinvolgendo gli ordini professionali rispetto agli obblighi deontologici, al fine di individuare le misure necessarie per il raggiungimento di tale obiettivo;
  7. promuovere, nel rispetto dell’autonomia regionale, il rafforzamento degli standard organizzativi e strutturali dei centri e dei servizi preposti alle vaccinazioni, implementandone gli organici, anche rafforzando forme di collaborazione attiva con la rete della medicina territoriale, al fine di individuare nuovi spazi e ambienti per la pratica vaccinale antinfluenzale;
  8. tenuto conto dei rischi connessi ad un’eventuale concomitanza di una recrudescenza dell’epidemia da Covid-19 con l’epidemia influenzale, ad assumere iniziative, nell’ambito dell’attuale contesto emergenziale, finalizzate a garantire alle farmacie un’adeguata disponibilità dei vaccini antinfluenzali, ampliandone la dotazione, al fine di consentire l’aumento della copertura vaccinale antinfluenzale sulla base dell’andamento della campagna vaccinale in corso;
  9. adottare iniziative volte a sostenere la ricerca clinica, scientifica e farmacologica con adeguati processi autorizzativi e risorse finanziarie;
  10. assicurare una tempestiva e completa informazione sullo stato della copertura vaccinale, mediante pubblicazione sul sito istituzionale del ministero della Salute dei dati epidemiologici, e sull’impatto sanitario ed economico della patologia influenzale, nonché a presentare al Parlamento una relazione con cadenza annuale sullo stato della copertura vaccinale e sul l’impatto sanitario ed economico della patologia influenzale.

La mozione di Gelmini (qui il testo), riformulata sulla base di una precedente iniziativa assunta già nello scorso maggio e sottoscritta da un nutrito numero di parlamentari dell’opposizione (tra i quali Andrea Mandelli, anch’egli di Forza Italia, e Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia) è largamente sovrapponibile  e persegue, ovviamente, lo stesso obiettivo: impegnare il governo ad “adottare iniziative per assicurare che, nel rispetto dei priMariastella Gelmini - Wikipediancipi costituzionali e della libertà di scelta individuale, la copertura vaccinale sia la più alta possibile”, puntando in particolare sull’informazione, sulla chiamata attiva dei destinatari e “sul coinvolgimento effettivo delle figure chiave nella campagna vaccinale e, tra queste, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei medici specialisti ospedalieri, dei medici competenti, dei farmacisti e delle associazioni dei malati”.

La mozione della deputata di Fi, nel testo originario, conteneva anche una richiesta (poi espunta e sottoposta a votazione separata) che impegnava il governo ad assumere iniziative per utilizzare, ai fini di una copertura vaccinale la più ampia possibile, “le farmacie di comunità che, nella funzione di presidi sanitari polifunzionali del territorio, nell’ambito nel progetto della ‘Sperimentazione della farmacia dei servizi’, possono essere siti vaccinali permanenti, previa disponibilità di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e con la presenza di medici eventualmente assistiti da infermieri o da personale sanitario idoneo, secondo modalità e specifici accordi da stabilire con apposita disciplina, per ridurre i tempi necessari alla somministrazione e consentire una più estesa copertura vaccinale della popolazione“.

La richiesta, reiterata anche da Mandelli, cofirmatario della mozione, nel corso del suo intervento in Assemblea sul tema, non è pero stata approvata. Una decisione alla quale Fofi, Federfarma e Assofarm – ferme sostenitrici dell’ipotesi di un più ampio coinvolgimento delle farmacie e dei farmacisti nella campagna vaccinale antinfluenzale – hanno poi ufficialemnte reagito con un comunicato stampa congiunto diffuso nel pomeriggio.