Camera, Mandelli eletto vicepresidente della Commissione speciale

Roma, 13 aprile – Sarà pur vero che anche il secondo giro di consultazioni avviate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia avviato a concludersi con un nulla di fatto, per via dei veti incrociati che impediscono a Movimento 5 Stelle (primo partito del Paese dopo le elezioni del 4 marzo) e Lega (primo partito della coalizione risultata più votata dagli italiani) di trovare un accordo su un’ipotesi di governo comune.  Non è meno vero, però,  che esistano segnali sull’esistenza di un accordo politico, o qiualcosa che gli assomiglii,  tra le due pati. L’ultimo è arrivato ieri dalle elezioni dei 40 componenti e  dell’ufficio di presidenza della Commissione speciale della Camera,  l’organismo temporaneo che opera quando non sono ancora costituite le Commissioni permanenti, che si insediano – secondo la prassi invalsa –  solo dopo la formazione di un governo. E che nel frattempo sono appunto vicariate da una sorta di commissione omnibus che ne assorbe e vicaria le competenze per sbrigare le urgenze.

Alla presidenza della Commissione (nella quale siedono sette deputati di Forza Italia, due di Fdi, otto della Lega, 14 di M5S, sette del Pd e, rispettivamente, 1 di Leu e 1 del Gruppo Misto)  è stato infatti eletto il deputato della Lega Nicola Molteni, a seguito di un accordo che sarebbe stato raggiunto  da Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

L’ufficio di presidenza è completato dai  vice presidenti Andrea Mandelli di Forza Italia  e Giorgio Trizzino di M5S e dai segretari Paolo Russo  e Vittorio Ferraresi, anch’essi esponenti  del partito di Berlusconi (il primo) e del M5S (il secondo). Nessun incarico per la minoranza, che ovviamente non ha gradito e denuncia, con il capogruppo dm a montecitorio Andrea Marcucci, “la spartizione totale dei posti istituzionali di Camera e Senato operata da pentastellati e centrodestra. Sono andati avanti con la ruspa, estromettendo la minoranza ovunque. Questa maggioranza parlamentare è di fatto già politica”.

I lavori della commissione speciale partiranno martedì prossimo: “Ci incontreremo settimanalmente, più volte a settimana, abbiamo tante cose da fare” ha dichiarato Molteni. I testi che saranno esaminati dalla ‘speciale’ riguardano 12 materie: lavoratori marittimi, distribuzione assicurativa, armamenti, servizi turistici, uso dei dati del Pnr per funzioni di pubblica sicurezza, sicurezza delle reti e dei sistemi informatici, riduzione degli inquinanti atmosferici, incompatibilità degli amministratori giudiziari, tutela delle aziende sequestrate, diritti pensionistici complementari dei lavoratori, organizzazione degli uffici centrali del ministero dell’Interno e sull’impresa sociale.

Nell’elenco non sono entrate la riforma della legge elettorale (Fratelli d’Italia aveva presentato una proposta per introdurre un premio di maggioranza al fine di garantire la governabilità, respinta per mamcanza di unanimità) e la riforma dell’ordinamento penitenziario (Movimento 5 stelle e i partiti della coalizione di centrodestra hanno respinto la proposta del governo). Se ne occuperanno, quando saranno istituite, le Commissioni permanenti di competenza.

Sempre martedì prossimo prenderanno il via anche i lavori della Commissione speciale del Senato (presieduta dal “grillino” Vito Crimi)  che si riunirà anche mercoledì e giovedì. Riunioni sono in calendario anche nella settimana dal 23 al 28 aprile.