Camera, approvate due mozioni di FdI e Forza Italia sulla farmacia

Roma, 31 ottobre – “Adottare iniziative per rivedere la legge n. 124 del 2017, che ha consentito l’ingresso del capitale privato nel mondo della farmacia, anche in via esclusiva, di fatto aprendo alle multinazionali e permettendo alle grandi catene di ‘invadere’ il mercato, a scapito della figura del farmacista e di oltre tremila farmacie private oggi in crisi, compatibilmente con il rispetto dei principi comunitari e delle esigenze dei portatori di interessi garantendo continuità dei servizi e a favorire la piena realizzazione della farmacia dei servizi alla persona, normata dai decreti del 18 novembre 2010, 16 dicembre 2010 e 8 luglio 2011 e ancora scarsamente attuata”.

Questo uno degli impegni chiesti al Governo dalla mozione presentata alla Camera dei Deputati (impegnata dal 21 ottobre scorso nella discussione sul sostegno delle libere professioni) da Fratelli d’Italia, a prima firma di Giorgia Meloni (nella foto).  La mozione, rubricata con il n. 1-00266 (qui il testo integrale) si inserisce nel programma che FdI ha avviato in materia di sostegno ai professionisti e che, come spiegato dalla stessa Meloni nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Camera lo scorso 22 ottobre, è stato preceduto da un’intesa attività di ascolto delle loro istanze.

Sulla richiesta di revisione della legge sulla concorrenza, in particolare, si è soffermato nel corso del suo intervento in Aula il deputato pugliese Marcello Gemmato, evidenziando i rischi connessi alla possibilità di ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie. Una possibilità che a giudizio del parlamentare di FdI “crea una sperequazione fra chi oggi è farmacista in periferia e che evidentemente sarà massacrato dall’ingresso del capitale nel circuito economico e distributivo farmaceutico, perché chi sta sul cucuzzolo della montagna, nei paesi piccoli, sotto dimensionati, ovviamente verrà a essere schiacciato da questa nuova forma di economia”. Ma soprattutto apre il mercato delle farmacie al rischio  “che i gruppi criminali organizzati possano entrare a gamba tesa in un mercato sano della nostra nazione, e quindi entrare e riciclare denaro sporco. Purtroppo ciò che dico è già stato fatto oggetto di attenzione da parte della magistratura, in Lombardia, segnatamente a Milano: la ‘ndrangheta ha cercato di acquisire delle farmacie e per fortuna la nostra magistratura ha sventato questo tipo di acquisizioni. Quindi, le nostre preoccupazioni non sono infondate”.

Nella stessa mozione, FdI chiede anche al Governo un impegno per tutelare la sicurezza dei professionisti sanitari e sociosanitari durante lo svolgimento del loro servizio, adottando misure adeguate per proteggerli dalle aggressioni, in particolare prevedendo specifiche aggravanti per le condotte violente a loro danno.

Gli stessi temi sono al centro di una mozione di Forza Italia, la n. 1/00269 (qui il testo integrale), primo firmatario il presidente della Fofi Andrea Mandelli, che – insieme a iniziative per garantire la sicurezza del personale sanitario – chiede al Governo tre precisi impegni in materia di farmacie: il primo, al punto 13, volto  “ad adottare iniziative per rivedere le disposizioni introdotte con la legge n. 124 del 2017 compatibilmente con i princìpi di finanza pubblica e con il riassetto della normativa comunitaria”, il secondo (punto 14) finalizzato “ad adottare iniziative per l’attuazione della farmacia dei servizi, prevista dalla legge n. 69 del 2009, dal decreto legislativo n. 153 del 2009 e successivi decreti attuativi in tutte le regioni italiane” e il terzo (punto 15) diretto “a porre in essere ogni iniziativa utile per il celere rinnovo della convenzione nazionale che disciplina i rapporti con le farmacie pubbliche e private e che risale ormai a più di venti anni fa (decreto del Presidente della Repubblica n. 371 del 1998)”.

La mozione di Mandelli, al punto 12, chiede anche al governo un impegno per  “valutare l’adozione di adottare iniziative per rimodulare ed implementare le risorse dedicate al settore delle prestazioni veterinarie sia nel settore privato che in ambito pubblico“.