Calcolo fatturato Ssn, Regioni non aderiscono a parere ministero

Roma, 19 marzo – Il chiarimento  operato da ministero della Salute con il parere indirizzato il 22 gennaio scorso alle Regioni sulle corrette modalità di calcolo del fatturato annuo Ssn per la determinazione del regime degli sconti agevolati alle farmacie rurali e a basso reddito, accolto con comprensibile soddisfazione e ritenuto “definitivo” da Federfarma (che insieme a Sunifar si era rivolta al ministero per chiedere indicazioni univoche in grado di eliminare in radice le disomogeneità di computo tra le varie Regioni del Paese), potrebbe in realtà non aver posto la parola fine alla questione.

Quel parere, infatti – con il quale in buona sostanza il dicastero precisava che il fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale comprende i farmaci ceduti in regime di Ssn conteggiati “nudi e crudi”, ovvero al netto dell’imposta sul valore aggiunto, dei ticket dovuti dall’assistito (sia quello a quota fissa, sia quello relativo alla differenza di prezzo generico-specialità) e  dello sconto ed escludendo anche i proventi dell’assistenza integrativa – alle Regioni è andato proprio di traverso, tanto da indurle a decidere di non “aderire all’invito” del Ministero.

A dare comunicazione della posizione delle Regioni è una nota che il servizio Assistenza territoriale dell’Emilia Romagna ha inviato ai responsabili dei Servizi farmaceutici delle Asl regionali e alle associazioni di rappresentanza delle farmacie convenzionate, inequivocabile nei suoi contenuti.  Oltre a confermare le modalità di calcolo del fatturato in regime Ssn indicate nella nota del dicembre 2014,  la nota informa infatti informa che “…tutte le Regioni hanno condiviso di non aderire all’invito formulato dall’Ufficio legislativo del Ministero della Salute con propria nota del 22 gennaio 2018, la cui applicazione avrebbe richiesto peraltro la definizione e il riconoscimento di una correlata copertura economica-finanziaria”.

Una levata di scudi delle amministrazioni regionali, insomma, già rappresentata (si legge sempre nella nota della Regione presieduta da Stefano Bonaccini, nella foto)  ” dal Coordinatore della Commissione Salute all’Ufficio legislativo del Ministero della Salute, all’Ufficio legislativo e alla Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, indicando inoltre la disponibilità ad un confronto tecnico allo scopo di approfondire la tematica e pervenire ad una interpretazione condivisa del dettato normativo”.

Le Aziende Usl sono state invitate dalla Regione a procedere, una volta “…terminata la fase di controllo dei documenti pervenuti dalla farmacie, ad eventuali addebiti laddove le farmacie abbiano assunto posizioni divergenti dalle indicazioni regionali”.