Calabria, obbligo del farmacista in strutture che dispensano farmaci

Roma, 13 novembre – Dopo la Puglia, che ha deliberato in medico nello scorso mese di luglio, anche la Calabria approva una legge che rende obbligatoria la presenza del farmacista in tutte le strutture sanitarie e assistenziali (siano esse pubbliche o private) in cui vengono gestiti e dispensati farmaci.  Una norma “a costo zero” e dalla quale si attendono risultati positivi per l’occupazione dei farmacisti, che dovranno essere assunti, secondo i criteri contenuti nel provvedimento, dalle strutture sottoposte all’obbligo.

Ovviamente soddisfatto il promotore del provvedimento, il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta (nella foto a destra). “Grazie a questa legge, i medicinali saranno di esclusiva competenza deDomenico GIANNETTAl farmacista abilitato” ha detto Giannetta, sottolineando che in questo modo beni di natura speciale come i medicinali non saranno più “maneggiati” da figure non qualificate o sufficientemente esperte.  “L’adeguamento delle strutture comporterà benefici ai cittadini e al servizio sanitario perché tutte le azioni saranno più corrette, controllate, e con una migliore aderenza terapeutica e questo comporterà anche economie alle strutture stesse, siano esse pubbliche o private“. In questo modo, ha aggiunto il consigliere calabrese “intendiamo contribuire a colmare quella carenza di professionalità in ambito sanitario che mai, come oggi, fa tristemente notizia”.

La legge regionale prevede la presenza obbligatoria del farmacista in  tutte  le strutture sanitarie calabresi (istituti di ricovero, di riabilitazione, residenze socio-sanitarie assistite, servizi per le tossicodipendenze, case protette, comunità terapeutiche, istituti di cura privati e in generale tutte le strutture ove vengano utilizzati i medicinali), stabilendo anche i criteri di assunzione dei farmacisti presso le strutture.

LVisualizza immagine di originea notizia ha subito registrato il commento positivo del Movimento nazionale liberi farmacisti, che già nel 2018 e 2019 aveva avanzato e sostenuto  proposte come quella approvata ora in Calabria. Fu proprio Mnlf, infatti, ad affiancare e supportare in Puglia Mino Borraccino (nella foto a sinistra), consigliere regionale della maggioranza di sinistra (oggi assessore allo Sviluppo economico), nella stesura della prima proposta che – tentativo dopo tentativo – nello scorso mese di luglio, grazie a un emendamento proposto dal consigliere Paolo Pellegrino e dal presidente della III Commissione consiliare Pino Romano,  ha portato all’approvazione delle misura volta appunto ad assicurare che l’approvvigionamento, la conservazione e la distribuzione di farmaci avvenga sotto la responsabilità di personale farmacista in possesso di abilitazione professionale e iscrizione all’Ordine in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private.

“È la strada giusta per creare nuova occupazione, ma soprattutto per portare organizzazione, competenza e risparmio economico in strutture che sino ad oggi nella gestione del farmaco ne erano prive” scrive in un comunicato stampa il Movimento.  “Ora, altre Regioni potrebbero seguire l’esempio di Puglia e Calabria, ma in questo caso il percorso sarebbe più lungo e disomogeneo, è necessaria una legge nazionale che sancisca su tutto il territorio un’esigenza non più procrastinabile: il farmaco deve gestirlo chi è preparato a tale scopo. Ministro, istituzioni e rappresentanti di categoria debbono farsi latori di questo obbiettivo”.

Mnlf sottolinea come proprio l’attuale pandemia abbia messo a nudo alcune carenze nelle case di riposo per anziani, con conseguenze purtroppo nefaste: “Forse la presenza di un farmacista con competenze anche nella gestione degli strumenti di protezione individuali avrebbe evitato alcuni errori fatali” scrive al riguardo Mnlf. “Non si tratta di un onere maggiore per le aziende coinvolte, ma al contrario di un’occasione di risparmio, perché una migliore aderenza alla terapia, l’uso dei generici e in generale una complessiva migliore organizzazione nell’uso del farmaco, porta inevitabilmente a un uso appropriato delle risorse e a una maggiore tutela della salute degli ospiti”.

Senza creare enclave, nuovi spazi professionali sono possibili” conclude Mnlf  “per allargare e non restringere le opportunità lavorative dei farmacisti italiani, le esigenze di risparmio e appropriatezza dell’attività professionale non possono più essere ignorate in nessuna sede”.