In scadenza i brevetti di farmaci importanti, Crestor e Cialis su tutti

Roma, 17 ottobre –  Manca poco meno di un mese al 12 novembre, data nella quale  scadrà il brevetto del Cialis, farmaco contro la disfunzione erettile campione di vendite all’interno della fascia C tra le specialità soggette a obbligo di prescrizione a carico dei pazienti, con un fatturato annuo che raggiunge la notevolissima cifra di 89 milioni di euro. Ma il blockbuster Cialis è soltanto una della dozzina di specialità farmaceutiche che, in questi ultimi mesi, hanno visto scadere i loro diritti brevettuali, con la conseguente perdita del diritto di esclusiva e l’arrivo sul mercato di concorrenti generici. Con un effetto noto e inevitabile: l’immediato calo del prezzo di vendita.  Sono infatti scaduti i brevetti di farmaci contro l’ipertensione, l’ipercoleterolemia, l’osteoartrosi e l’ipertrofia prostatica benigna, tutti di largo impiego, così come  prodotti molto costosi di esclusivo uso ospedaliero: tanta roba, prevalentemnte in fascia A, e dunque a carico del Ssn, che, messa insieme, “macina” un fatturato di oltre un miliardo di euro. Ma sarebbe meglio cominciava a dire “macinava”, perché per effett0 dell’ingresso dei farmaci equivalenti corrispondenti è fin d’ora ipotizzabile un abbattimento del prezzo di vendita dell’ordine del  60% (ovvero, 600 milioni di spesa in meno).

Della prossima “genericazione” del Cialis riferisce ieri un articolo dell’edizione digitale del quotidiano la Repubblica, dove si ricorda che il farmaco (del quale si vendono circa 1,7 milioni di confezioni all’anno) conoscerà con ogni probabilità la sorte del Viagra, per il quale la scadenza del brevetto arrivò nel 2013. La molecola del medicinale (sildenafil), piuttosto caro così come prealtro il Cialis, abbattè il prezzo, ma vide raddoppiare il numero di confezioni vendute, che oggi sono circa due milioni e mezzo all’anno. Anche per il taladafil è prevista una parabola analoga: diventeranno generici i dosaggi da 10 e 20 milligrammi (non quello da 5), m il prezo per ogni compressa  – oggi intorno ai 15-20 euro, a seconda delle confezioni – scenderà prevedibilmente fino a meno della metà.

Ma visto che il Cialis lo paga di tasca propria chi lo acquista, alle case del Ssn stanno molto più a cuore le sorti di un altro farmaco ad azione  ipocolesterolomizzante, il Crestor (rosuvastatina), che potrà essere venduto da qualunque azienda farmaceutica a partire dal prossimo dal 30 dicembre prossimo.  Ogni anno il servizio sanitario nazionale spende 270 milioni di euro per rimborsarne il costo, trattandosi di un farmaco usatissimo.

La buona notizia per il Ssn è che ci sono già molte aziende che  hanno chiesto di fare il generico del Crestor (così come peraltro quello del Cialis). Sarebbero 16, secondo quanto riferisce la Repubblica citando Assogenerici come fonte e precisando che  non è poi è detto che tutti arrivino alla vendita in farmacia.

L’articolo di Repubblica, che riprende una nota di Assogenerici, l’associazione dei produttori di farmaci equivalenti, scrive anche che quest’anno, e in parte minore anche l’anno prossimo, stanno scadendo gli ultimi brevetti dei farmaci che si comprano in farmacia. Poi la partita si sposterà prevalentemente su medicinali biologici e in generale su prodotti che vengono somministrati o consegnati al pazienti direttamente dagli ospedali. Ma non è detto che questi farmaci blockbuster, pur dimezzando i prezzi, perderanno la loro leadershipi di mercato.  Secondo i dati di Assogenerici, infatti, solo il 28,5% del volume di vendita dei prodotti a brevetto scaduto viene venduto sotto forma di equivalente, il resto ha il brand. E infatti negli ultimi anni gli italiani hanno speso in farmacia circa un miliardo ogni 12 mesi per pagare la differenza tra il costo del generico, che è a carico del sistema sanitario, e il farmaco di marca a brevetto scaduto.

Oltre a quelle già ricordate, tra le molecole di largo consumo ci sono la rosuvastatina sale di calcio (mercato di oltre 280 milioni), seguita dalla dutasteride, utilizzata per l’iperplasia prostatica benigna (oltre 160 milioni) e l’antipertensivo olmesartan medoxomil (quasi 300 milioni).Questa, in ogni caso, la lista completa dei brevetti in scadenza nel 2017:

ROSUVASTATINA (Crestor)

RUPATADINA (Pafinur)

OLMESARTAN(Olmetec)

DUTASTERIDE (Avodart/Duagen)

TADALAFIL (Cialis)

BIMATOPROST

CASPOFUNGIN

BOSENTAN

ERTAPENEM

TRAMADOLO + PARACETAMOLO

ETORICOXIB

TIGECICLINA

PEGFILGRASTIM (Neulasta)

ABATACEPT (Orencia)

OLOPATADINA

VALGANCICLOVIR