Borrelli: “Covid, numeri più stabili, ma non abbassare la guardia”

Roma, 3 aprile – La tendenza è quella di una stabilizzazione dei dati, a confermare che l’epidemia – come sintetizzato l’altro ieri dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – ha raggiunto un plateau dove sembra aver rallentato la sua ascesa. Ciò non di meno, anche il bollettino di ieri della Protezione civile registra aumenti nei contagi e nei decessi. Questi i numeri resi noti nel consueto punto stampa delle 18 da Angelo Borrelli (nella foto): i casi totali sono arrivati a  115.242, le persone attualmente positive sono 83.049 (+2477 rispetto al giorno precedente), 13.915 i deceduti (+ 760, con un aumento del 5,78% rispetto al giorno prima) e 18.278 i guariti (+1831, ovvero l’8,49% in più rispetto al giorno precedente).

Al solito, maggiori dettagli numerici sono disponibili sul sito del ministero della Salute: qui di seguito i link con la tabella con la  situazione dell’epidemia in  Italia al 2 aprile e quella con la ripartizione dei dati per province sempre alla data di ieri.

“Dal 27 marzo stiamo assistendo alla riduzione degli incrementi di ricoverati” ha detto Borrelli, che ha esplicitamente parlato di una riduzione degli ospedalizzati e ha voluto sottolineare, in particolare il forte rallentamento dei ricoveri in terapia intensiva, “oggi solo 18 in più rispetto a ieri”. Non per questo, però, il capo della Protezione civile allenta la guardia, anzi: “Tutta una serie di valori si stanno stabilizzando, ma non so dire se abbiamo iniziato o quando inizierà la decrescita. Dobbiamo mantenere alte le misure, le attenzioni, i comportamenti. Basta un nulla perché si possano creare situazioni per innescare meccanismi repentini di riavvio del contagio” ha concluso Borrelli. “Preferisco mantenere con i piedi per terra e constatare i dati giorno per giorno”.