Bonetti: Violenza donne, farmacie informano, non raccolgono denunce

Roma, 8 maggio – Anche il Dipartimento per le Pari opportunità. a seguito di  diverse segnalazioni di errate interpretazioni circa il Protocollo d’Intesa siglato lo scorso 1° aprile con Fofi,  Federfarma e Assofarm per la diffusione del numero di pubblica utilità 1522 finalizzato al contrasto della violenza di genere, interviene con una nota (“in accordo con i firmatari del Protocollo”)  per fornire alcuni necessari chiarimenti.

“Negli ultimi giorni si è infatti più volte richiamato tale accordo attribuendo ad esso la disposizione di un codice o ‘parola d’ordine’ che le donne vittime di violenza dovrebbero segretamente segnalare ai farmacisti” si legge nella nota. “Si tratta di un’iniziativa adottata all’estero, nota come “mascherina1522″, che tuttavia non rientra nei termini dell’accordo siglato il 1° aprile dalla Ministra per le pari opportunità”. Per esigenze di chiarezza e ai fini della massima tutela delle donne, d’accordo con le altre parti, il ministero ha reso pubblico il testo del protocollo, ricordando che “le farmacie non possono raccogliere denunce. L’iter per la denuncia è invece accompagnato dal numero 1522, sia per telefono che via app, oppure, anche in pieno anonimato, dalla app YouPol del ministero dell’Interno”.

Il ministero guidato da Elena Bonetti (nella foto) ribadisce dunque quanto già chiarito due giorni fa da un’analoga nota della Fofi e dai chiarimenti arrivati da D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, associazione nazionale che riunisce 81 organizzazioni che gestiscono centri antiviolenza e case rifugio in 18 regioni, che in un post del 4 maggio sul suo profilo Facebbok ha precisato che “non è stato sottoscritto alcun protocollo d’intesa tra D.i.Re e l’Ordine dei farmacisti in merito a una eventuale procedura per intervenire a supporto di donne che in farmacia chiedano la ‘Mascherina 1522′”.
“Un Protocollo d’intesa è stato firmato il 2 aprile tra il Dipartimento Pari opportunità e Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Federfarma e Assofarm”  spiega correttamente la nota di D.i.Re, aggiungendo che  l’iniziativa “è finalizzata esclusivamente a ‘indirizzare le donne vittime di violenza e di stalking al 1522, al fine di avviare un percorso di uscita da situazioni di criticità in ambito domestico’. Le operatrici del 1522 possono a loro volta indirizzare le donne che chiedono aiuto ai centri antiviolenza della rete D.i.Re, che sono tutti mappati nel servizio. Ma questa è cosa ben diversa che annunciare un protocollo d’intesa con i centri antiviolenza e illudere le donne che, pronunciando ‘Mascherina 1522’ vengano messe direttamente in contatto con il centro antiviolenza del territorio”.