Bolzano, i preparati di cannabis terapeutica arrivano in farmacia

Roma, 28 marzo – La Giunta della provincia autonoma di Bolzano ha deciso ieri che i costi dei preparati a base di cannabis terapeutica saranno a carico del Servizio sanitario provinciale per malattie come sclerosi multipla, sindrome di Tourette, malattie oncologiche, glaucoma, Hiv e per la classica terapia del dolore.

“Come per altri tipi di medicinali l’ente pubblico si farà carico dei costi per questa terapia” ha sottolineato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri per annunciare l’iniziativa, ricordando anche nel territorio provinciale le prescrizioni di cannabis terapeutica sinora effettuate hanno riguardato circa 100 pazienti, “che si sono fatti carico dell’intero costo”.

Ora però i prodotti a base di cannabis terapeutica potranno quindi prescritti da tutti i medici di medicina generale della provincia altoatesina, a patto che la diagnosi e il piano terapeutico siano stati definiti da uno dei seguenti centri specialistici insediati presso gli ospedali e le strutture territoriali dell’Azienda sanitaria provinciale: reparti di neurologia, malattie infettive, oncologia, medicina interna, oculistica, servizio per le cure palliative, ambulatorio per la terapia del dolore, servizio di medicina complementare.

Il principio attivo della cannabis terapeutica viene coltivato e prodotto presso l’Azienda chimico-farmaceutica dell’Esercito, che ha sede a Firenze. La quantità prodotta corrisponde al fabbisogno comunicato, entro il 31 maggio di ogni anno, dalle Regioni e dalle Province autonome all’Ufficio centrale per le dipendenze del Ministero della salute. In Alto Adige il fabbisogno per il 2018 è stimato in circa 10 kg: 1 chilogrammo viene prodotto a Firenze, il resto proviene in primo luogo da Olanda e Canada. Il costo stimato a carico del Servizio sanitario provinciale ammonta a circa 250.000 euro

“Alleviare il dolore è da sempre compito della medicina”  spiega l’assessora Martha Stockere caratterizza ogni società umana. I pazienti hanno il diritto di non soffrire inutilmente laddove ciò è evitabile, e in quest’ambito dobbiamo aprirci a nuovi percorsi nella terapia del dolore”.

La delibera approvata dalla Giunta specifica inoltre che un piano terapeutico può durare al massimo 6 mesi e che una prescrizione non può coprire più del fabbisogno mensile.

“In fin dei conti la cannabis è e resta una droga” afferma l’assessora, facendo riferimento a un possibile abuso nell’utilizzo dei prodotti. Ad eccezione della terapia del dolore per la preparazione dei prodotti a base di cannabis è prevista una compartecipazione di un euro per ogni ricetta. La preparazione della sostanza attiva non può avvenire né in maniera standardizzata né multipla, i farmacisti devono preparare il medicinale, che può essere somministrato oltre che nella classica forma in polvere anche sotto forma di olio o di capsule, con dosaggio individuale per ogni paziente.

Il medicinale viene erogato attraverso le farmacie, ad eccezione dei pazienti affetti da Hiv e di coloro che risiedono al di fuori del territorio provinciale i quali ritirano il medicinale direttamente attraverso le farmacie ospedaliere. Il medico, ogni qual volta effettua la prescrizione, deve rilevare i dati del paziente: età, dosaggio, fabbisogno di trattamento e risultati del trattamento stesso vengono comunicati, con procedura anonima, all’Istituto superiore di sanità. Analogamente devono essere comunicati i sospetti effetti collaterali. La base giuridica della delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale è rappresentata dalla legge nazionale del 16 ottobre 2017, che prevede l’assunzione dei costi della Cannabis terapeutica da parte del Sistema sanitario.