Biosimilari, i produttori francesi dicono sì a sostituzione in farmacia

Roma, 4 dicembre – Dopo lunghi mesi di rinvii, i membri di Gemme, l’associazione francese che riunisce 25 produttori di farmaci generici e biosimilari (una sorta di corrispettivo d’Oltralpe della nostra Assogenerici) si sono finalmente espressi sulla sostituzione biosimilare da parte del farmacista. E il responso, giunto al termine di uno studio specifico durato mesi (era stato avviato nello scorso mese di aprile e si proponeva di valutare il potenziale impatto della sostituzione biosimilare da parte dei farmacisti sul mercato francese nel breve, medio e lungo termine), rappresenta una svolta significativa:  superando le precedenti posizioni, Gemme si è infatti  espressa favorevolmente sulla sostituzione biosimilare in farmacia,  sia pure in un quadro limitato e regolamentato e in collaborazione con il medico.
La possibilità di sostituzione, secondo quanto riferisce Le Quotidien du Pharmacien,  sarebbe possibile solo per alcuni farmaci biosimilari e non per tutti e le condizioni economiche eoperative  “rimangono da definire e dovranno promuovere un modello sostenibile e virtuoso per tutti gli attori”. Ci dovranno dunque essere dei “paletti”, dunque, ai quali Gemme lega il suo sì alla sostituzione in farmacia (che in ogni caso non rappresenta una delega in bianco). L’associazione dei produttori ribadisce anche la necessità di adottare “un modello diverso da quello dei farmaci generici” in termini economici e pratici, modello che dovrà essere deciso previa consultazione “con le autorità pubbliche, i farmacisti e i medici “.

La sigla dei produttori di generici e biosimilari francesi insiste poi su “un approccio coordinato di cura e associando tutti i professionisti della cura attorno al paziente”,  al fine di ottenere una “fiducia duratura” ed evitare “la ripetizione degli errori commessi con il farmaco generico”,  che hanno portato all’inorgere di  resistenze tra i professionisti della sanita professionali e di sentimenti di diffidenza nei pazienti.

Sul parere favorevole di Gemme ha certamente pesato la presa d’atto del sostegno che le associazioni di pazienti riservano all’ipotesi di un ruolo più attivo e coivolto dei farmacisti del territorio, esperti di farmaci che possono contribuire molto ad assicurare la continuità terapeutica e garantire al contempo un attento  monitoraggio della terapia. Altrettanto importante, però, è stata la constatazione che le misure introdotte per sperimentare la prescrizione di tre classi di biosimilari sul territorio hanno avuto per ora un effetto limitato. E le cifre fornite dalle assicurazioni malattia sono inequivocabili: i farmaci biosimilari restano  decisamente molto, molto minoritari nella lista delle medicine ammesse a rimborso.