Bartolazzi: “Aifa, assordante il silenzio del M5S sul cambio del DG”

Roma, 12 novembre – Luca Li Bassi “è una risorsa chiave per la salute pubblica in Italia e per l’intera comunità globale” e pertanto  deve restare alla direzione generale dell’Aifa. Questa l’esplicita  esortazione espressa al ministro della Salute Roberto Speranza in una lettera  firmata da 21 associazioni internazionali e (a titolo personale) da un gruppo di 24 esperti di vari Paesi.

Un vero e proprio endorsement per il DG dell’Agenzia, dopo la decisione del titolare di dicastero di pubblicare lo scorso 24 ottobre un avviso pubblico per manifestazione di interesse  per l’incarico di direttore generale dell’Agenzia regolatoria nazionale che prelude appunto alla sostituzione di Li Bassi. Il quale nel breve arco della sua direzione ha evidentemente saputo guadagnarsi qualche apprezzamento, almeno all’estero: facendo riferimento alla risoluzione dell’Assemblea Oms sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci proposta nel marzo 2019 dall’allora ministra della Salute Giulia Grillo e approvata dall’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite il 28 maggio 2019, la lettera attribuisce a Li Bassi un ruolo decisivo, affermando che le sue qualità. ovvero “competenza, impegno, compassione, capacità diplomatiche e instancabilità, sono stati fondamentali per l’adozione della risoluzione”.

È molto raro” si legge ancora nella lettera “vedere un alto funzionario del governo fare così tanto in così poco tempo per sensibilizzare la comunità globale sulla necessità di cambiare rotta su questioni fondamentali percepite come contrarie ai propri interessi dalle più grandi aziende farmaceutiche del mondo”. 

A Li Bassi viene anche riconosciuto  lo sforzo condotto per sviluppare nuove terapie CAR-T all’interno del sistema sanitario pubblico, iniziativa ritenuta “estremamente importante non solo per l’Italia, ma anche come esempio progressivo per altri Paesi”, un impegno condotto contattando i principali esperti scientifici, tecnici e legali in un momento molto critico, con la ferma volontà di  sfidare “lo status quo e di dare priorità all’interesse pubblico”.  Da qui la richiesta a Speranza: “Vi esortiamo a consentire al dott. Li Bassi di continuare nella sua posizione attuale; è una risorsa fondamentale per la salute pubblica in Italia e per l’intera comunità globale”.

Sulla questione è polemicamente intervenuto anche l’ex sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi (nella foto), risoluto nell’esprimere il suo “disappunto” per la decisione di sostituire Li Bassi “e rispedirlo in Nuova Zelanda” in un lungo intervento su Facebook.  Dopo aver ricordato la procedura di massima trasparenza voluta dall’allora ministra Grillo per selezionare il DG dell’Aifa, premiando il merito, Bartolazzi ricorda quelli che a suo giudizio sono i  tre principali meriti acquisiti sul campo da Li Bassi durante la sua direzione: 1) lo sblocco del problema del pay-back, “recuperando almeno 2.5 miliardi di euro”;  2) la già ricordata Risoluzione sulla trasparenza del prezzo dei farmaci presentata all’Organizzazione mondiale della sanità e in sessione plenaria all’Assemblea mondiale della sanità, accolta (scrive Bartolazzi) “con un applauso generale che ancora fa venire i brividi….. tra la stizza palpabile dei rappresentanti delle grandi industrie farmaceutiche presenti. Un successo mondiale riportato da molte testate giornalistiche estere”; 3) il “raffreddamento” dei prezzi delle nuove terapie cellulari per il Cancro CAR-T (costo a terapia circa 400.000 euro), attraverso un modello di contrattazione e di produzione in house, “subito copiato da altri Paesi comunitari”.

Risultati grandiosi per il nostro Paese, secondo Bartolazzi, che però “sono stati diffusi solamente da riviste specializzate estere” (al riguardo cita  un recente articolo sull’argomento pubblicato da Health Policy Watch). L’ex sottosegretario chiede a Speranza, che ha avviato la procedura per sostituire il DG, se abbia  “le idee chiare su quello che è stato fatto per l’accesso alle cure e sulle ricadute che queste azioni avranno per il nostro Paese e per la sostenibilità del Ssn” e stigmatizza “l’assordante silenzio generale” sulla vicenda, in particolare quello del M5S e dei rappresentanti della XII Commissione di Camera e Senato “che dovrebbero occuparsi di sanità”.

Ricordando che il modello di selezione adottato per la nomina di Li Bassi (modello che, peraltro, fu lo stesso Bartolazzi a suggerire) è quello “adottato in Svezia per tutte le cariche accademiche e pubbliche più importanti che devono essere politicamente indipendenti, a garanzia di competenza e qualità”, l’ex sottosegretario polemizza con il partito che a giugno 2018 gli affidò l’incarico di governo: “Il M5S dovrebbe fare di questo modello un cavallo di battaglia, dovrebbe adottarlo su larga scala per tutti i concorsi importanti come aveva recitato il 4 marzo del 2018. Ma è cambiato qualcosa rispetto a quei programmi che mi furono illustrati e alla campagna elettorale che ha sostenuto quelle lotte?”