Barra: “Macchè Amazon, farmacie miglior rete distributiva del mondo”

Roma, 23 aprile – “Le farmacie? Rappresentano la rete distributiva migliore del mondo, grazie alla loro presenza capillare sul territorio. E, consentitemi di dirlo, una rete migliore persino di quella di Amazon”.

Ad affermarlo, nel corso della cerimonia di conferimento del Premio di laurea Oreste Pessina, tenutasi al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna in occasione di Cosmofarma è stata Ornella Barra (nella foto), top manager di Walgreens Boots Alliance, il gigante mondiale della distribuzione farmaceutica, che – in un intervento del quale riferisce oggi farmaciavirtuale.it  – ha ricordato ancora una volta i punti di forza delle farmacie, che – grazie al loro profondo radicamento nel territorio – possono diventare il punto di riferimento essenziale per le comunità e, ha ricordato Barra, “sono ormai da tempo una risorsa preziosa per il Ssn, di grande affidabilità e competenza e capaci di sviluppare negli anni tanti nuovi servizi e, soprattutto, cosa fondamentale, un rapporto di fiducia con il paziente”.

Il riferimento ad Amazon della vicepresidente di WBA non è stato ovviamente casuale, alla luce dei tentativi che il colosso globale dell’e-commerce sta conducendo da tempo per penetrare nel business del farmaco. Tentativi che preoccupano molto gli operatori del settore (stante la potenza di fuoco della società di Jeff Bezos) ma che proprio nelle ultime settimane, secondo quanto riferito dalla stampa di informazione statunitense (cfr. RIFday del  18 aprile), Amazon ha per ora accantonato, rinunciando  ai propri piani di sbarco in forze nel settore della vendita di farmaci da prescrizione per concentrarsi invece sulla vendita di forniture mediche meno “problematiche” a ospedali e cliniche tramite Amazon Business.  

Notizia confermata a Bologna anche da Barra, che ne ha approfittato per ribadire che quello del farmaco è un mercato davvero molto complesso e regolamentato, difficile anche per un’azienda delle dimensioni e possibilità di Amazon, costretta al passo indietro – secondo quanto riferito dalla stampa- perché non in grado di convincere i grandi ospedali a cambiare il loro processo di acquisto tradizionale, che coinvolge un folto numero di intermediari e di relazioni su base fiduciaria. 
Difficoltà che peraltro, a inizio dello scorso  febbraio , aveva già prefigurato e indicato lo stesso C&O di Walgreens Boots Alliance Stefano Pessina, affermando chiaramente che “Amazon potrà essere interessata a entrare nella sanità, ma non entrerà mai nella farmacia. È un settore troppo complesso è regolato. Bezos è un genio della tecnologia, ma non capisce di logistica. La sua logica è di entrare nelle case, nelle famiglie per potergli portare tutto. Ma non funzionerà perché le persone vogliono il contatto umano”.

Un concetto che Barra a Bologna ha ripreso e ampliato, parlando delle specificità di un settore che, per far fronte alle complesse esigenze di tutti gli interlocutori lungo la filiera della salute, impone il possesso di un’elevata specializzazione settoriale, senza la quale è impossibile stabilire relazioni proficue, efficaci ed efficienti con soggetti come ospedali, farmacie e gli stessi singoli cittadini. “La farmacia, grazie al contatto umano che è in grado di garantire con ogni cittadino, non ha nulla da temere di fonte ai profondi cambiamenti demografici, economici e sociali dei nostri tempi” ha detto ancora Barra, invitando però a non ritenere questi punti di forza un passepartout sufficiente per affrontare il futuro. “Guai ad adagiarsi, le cose cambiano e quindi occorre saper cambiare, bisogna osare, sperimentare, andare oltre, e la farmacia deve imparare a farlo”. 

E, se mai servisse un esempio, Barra – con un pizzico di giustificato, comprensibile  orgoglio – ne ha indicato uno che conosce bene:  Walgreens Boots Alliance.