Autonomia differenziata Boccia: ‘Chi è contrario, è contro la Costituzione’

Roma, 13 febbraio – “Non vedo l’ora che il disegno di legge quadro, che definisce il perimetro condiviso sull’autonomia, arrivi in Parlamento e il Parlamento avrà tutto il tempo per fare audizioni e valutazioni, credo che sia la legge più concordata con forze politiche e parti sociali della storia”. Così si è espresso ieri il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia (nella foto), in audizione parlamentare in Commissione Questioni regionali, evidenziando che “chi è contrario all’autonomia differenziata regionale è contrario alla Costituzione”.

Boccia ha quindi aggiunto che “senza il via libera del Parlamento ai Livelli essenziali di prestazioni non si trasferiscono le competenze, le materie non Lep possono essere trasferite. Se è da diciannove anni che i Lep non ci sono la colpa non è delle Regioni ma dello Stato” ha affermato il ministro “soprattutto dei ministeri che avevano il dovere di mettere a disposizione i dati. Quindi ci aspettiamo che i ministeri diano i dati, e ci riserviamo 12 mesi salvo poi commissariare. Io poi farò la proposta per cui i ministeri che non daranno i dati saranno sanzionati con tagli orizzontali ai loro budget”.
Boccia ha quindi sottolineato l’importanza del fondo di perequazione infrastrutturale a favore delle aree in ritardo di sviluppo, che nel testo ammonta a “3 miliardi e 300 milioni ma potrà aumentare, io mi auguro possa diventare 10 volte tanto ma penso che già quando il teso uscirà dal Parlamento possa essere raddoppiato”.
Visto il mancato accordo sull’autonomia differenziata nel precedente Governo, ha spiegato ancora il ministro degli Affari regionali, “abbiamo indicato un perimetro condiviso tracciato non dal governo di turno ma da alcuni articoli della Costituzione, consentendo così a tutte le Regioni, del Nord e del Sud, di sedersi attorno allo stesso tavolo. Queste sono le linee del nuovo campo da gioco che il Governo Conte 2 ha proposto per definire l’intesa”.
Infine Boccia ha sottolineato che “se siamo uno Stato, ci si fida della Regione che è parte dello Stato. Il governo centrale controlla soltanto se la Regione ha rispettato le norme e se non l’ha fatto la sanziona. Ma pensare di fare da balia a Regioni, Comuni, Province, Città Metropolitane, agli enti locali, è una cosa insopportabile, che francamente viola la stessa Costituzione”.
Boccia ha anche toccato il tema della modifica del Titolo V: “Sarebbe auspicabile migliorare alcune parti della Costituzione ed è indubbio che sul Titolo V ci potrebbero essere correttivi ma penso non si sia in grado di avviare una procedura di modifica costituzionale”.