Assunzioni nelle comunali, Mnlf: “L’unico criterio è il merito”

Roma, 23 marzo Fa ancora discutere la querelle sul bando di concorso della Servizi Farmaceutici Brindisi s.r.l., la società che gestisce le farmacie comunali della città pugliese, per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato di un farmacista direttore di farmacia, che nei giorni scorsi ha registrato le sortite prima del presidente di Fnpi Davide Gullotta (qui e successivamente anche qui) e poi del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi (qui).

A intervenire nella discussione è ora il Movimento nazionale dei liberi farmacisti, proprio a seguito delle dichiarazioni del presidente della sigla delle farmacie comunali.

“Con il presidente di Assofarm Gizzi abbiamo condiviso in passato molte posizioni che tentavano di riportare all’interno della categoria unità d’intenti e una visione comune del cammino da compiere” afferma Fabio Romiti, vicepresidente di Mnlf (nella foto).Un cammino che aveva necessità di essere ‘ripulito’ da inutili e controproducenti egoismi. È per tale motivo che la  difesa d’ufficio in questa occasione appare incomprensibile”.
“È vero che per il ruolo oggetto del bando servono competenze precise, ma escludere, perché di questo si tratta, farmacisti che operano nelle parafarmacie e quelli ospedalieri appare del tutto ingiustificato”
spiega in una nota il vicepresidente dei liberi farmacisti. “Perché, invece di fare una sorta di selezione a priori, non verificare la sussistenza di tali competenze attraverso l’iter concorsuale? Troppo oneroso, troppo difficile? Non crediamo, pensiamo che al contrario esaminare la sussistenza di tali competenze sia il modo migliore per operare la scelta più meritocratica possibile, l’unica”.
Del resto, sottolinea il comunicato di Mnlf, anche il farmacista che opera nelle parafarmacie e quello nelle strutture ospedaliere devono necessariamente avere  responsabilità amministrative e sanitarie certamente non banali in termini di gestione dei magazzini di medicinali. Per Romiti, dunque, il problema è proprio quello di riconoscere pari dignità indipendentemente dal luogo in cui il professionista opera.
“Esiste una eccessiva discrezionalità assegnata dalla legge a queste società di gestione delle farmacie comunali. Discrezionalità che andrebbe rivista, perché il caso di Brindisi non è il primo e non sarà l’ultimo” afferma il vicepresidente di Mnlf. “La professione di farmacista è una, bandi come quello di Brindisi non fanno altro che dividere la categoria in tante sottocategorie e di questo non ne abbiamo certamente bisogno. Sorprende anche il silenzio della Fofi, che di farmacisti, tutti, dovrebbe difendere la possibilità di veder riconosciuto l’accesso a tali selezioni”.
Romiti conclude quindi con un invito al presidente Gizzi  “a lavorare insieme per superare queste anomalie e rendere uniforme su tutto il territorio nazionale il sistema di selezione più idoneo senza inutili sbarramenti. Non esiste ancora il farmacista a ‘corrente alternatA’, esiste solo il professionista con la stessa laurea ed abilitazione”.