Assogenerici: “Payback, sostenibilità e accesso le sfide della governance”

Roma, 29 maggio – “Payback, sostenibilità e accesso al mercato sono i temi da affrontare con assoluta priorità al tavolo della governance farmaceutica, per delineare i pilastri di un patto di stabilità pluriennale che trovi un punto di equilibrio fra gli interessi di tutte le parti in gioco, che garantisca una stabilità normativa a vantaggio di tutte le imprese farmaceutiche e che salvaguardi le risorse dedicate al farmaco. Perché non c’è concorrenza e non può esserci innovazione se le aziende non sono messe in condizione di sopravvivere”.

Ad affermarlo è stato il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann, intervenendo venerdì scorso a Stresa al X Forum Nazionale Pharma su Ricerca, innovazione, accesso in farmacologia. Al centro della tavola rotonda – cui hanno preso parte rappresentanti delle associazioni dei produttori, di Aifa e delle Regioni  – il tema del difficile equilibrio tra il cronico sotto-finanziamento della spesa farmaceutica pubblica, l’avvento di farmaci innovativi e costosi e il diritto di ciascun cittadino ad accedere in modo equo alle cure più appropriate disponibili  sul mercato.

Le aziende produttrici di farmaci equivalenti e biosimilari – ha detto  Häusermann – sono una risorsa indispensabile e possono giocare un ruolo determinante in tutti i tavoli che hanno come tema centrale la sostenibilità del Ssn e l’ampliamento della platea degli aventi accesso alle cure: basti pensare che tra il 2017 e il 2023 andranno in scadenza brevetti di farmaci che generano una spesa di oltre 3,7 miliardi di euro l’anno”.

Assogenerici ha messo a punto un pacchetto di proposte concrete e attuabili”  ha proseguito Häusermann. “Per quanto riguarda la spesa farmaceutica territoriale chiediamo che l’attuale modello di payback  venga sostituito da un meccanismo che lavori sulla quota mercato a valori delle singole aziende, mentre per l’ospedaliera dovrebbe essere eliminato almeno su tutti i farmaci fuori brevetto che già oggi sono acquistati con procedure di gara, prevedendo comunque la compensazione, anno per anno, tra i due tetti di spesa e garantendo finalmente trasparenza  su quei 500 milioni di ticket versati ogni anno di tasca propria dai cittadini che vengono scorrettamente inclusi nella spesa soggetta ai tetti  che in caso di sfondamento  le aziende sono chiamate a ripianare”.

In tema di sostenibilità del comparto Assogenerici ritiene inoltre indispensabile “prevedere una norma di legge che vincoli  i risparmi generati dall’ingresso dei nuovi generici/biosimilari  esclusivamente ai fondi per i farmaci innovativi”.

Tra le regole da ridisegnare per rendere efficienti i processi e garantire  concorrenzialità al comparto figurano secondo Häusermann anche quelle relative alle gare ospedaliere, che a suo giudizio “dovrebbero essere immediatamente riaperte all’arrivo sul mercato di equivalenti, come già previsto per i biosimilari dalla Legge di stabilità 2017”,  e le procedure autorizzative Aifa per i farmaci equivalenti.

Infine una sollecitazione e un avvertimento ai decisori politici: “Chiediamo il supporto esplicito del Governo alla norma che dovrebbe essere discussa a livello europeo sulla deroga al certificato complementare per la produzione destinata all’export nei Paesi dove il relativo Spc (supplementary protection certificate, il certificato di protezione complementare, NdR)  è già scaduto perché è una norma che da sola  garantirebbe circa 4 mila  posti di lavoro in più grazie al rientro delle produzioni dai Paesi terzi”  ha spiegato Häusermann. “E chiediamo a tutti gli attori coinvolti nel tavolo di discussione sulla distribuzione diretta e per conto istituito da Aifa di maneggiare con cura lo strumento delle gare d’acquisto pubbliche, per evitare che da strumento di razionalizzazione della spesa si tramutino in un boomerang capace di creare enormi disagi ai pazienti e spazzare via le industrie, con costi drammatici non solo per il Ssn ma per l’intero sistema Paese. Si aprirebbero  – ha concluso –  potenziali scenari di monopolio con il rischio di persistenti e ampie carenze dei farmaci come  dimostrato da altre esperienze europee in tal senso”.