Artitre reumatoide, arriva un nuovo farmaco e si assume per via orale

Roma, 12  dicembre  – Si chiama Baricitinib e sarà presto disponibile e rimborsabile anche in Italia: è  il nuovo farmaco per la terapia dell’artrite reumatoide in soggetti che non rispondono ai farmaci di prima linea.
Il farmaco ha un’importante caratteristica positiva in più rispetto ad altri medicinali della categoria, ovvero l’assunzione per via orale, che lo rende senz’altro più appetibile per i pazienti e perciò suscettibile di migliorarne l’aderenza alla terapia.
La seconda novità è rappresentata dal meccanismo d’azione:Baricitinib inibisce gli enzimi Janus chinasi 1 e 2 che modulano i segnali delle citochine infiammatorie responsabili dello sviluppo e della progressione della malattia. In tal modo, il farmaco blocca contemporaneamente l’effetto di diverse proteine (citochine) infiammatorie.
“Si tratta di un importante progresso per i pazienti, perché tra il 40 e il 50 per cento non ottiene miglioramenti dal trattamento di prima linea che solitamente si basa sull’uso del metotrexate” spiega Roberto Caporali (nella foto),  docente di Reumatologia all’Università di Pavia. “L’efficacia di questa terapia viene misurata a tre e poi a sei mesi, per valutare il raggiungimento di uno stato di controllo dei sintomi e, possibilmente, di remissione della malattia. Se il paziente non risponde e non ne trae beneficio, è necessario passare a terapie di seconda linea. Baricitinib può essere un’opzione terapeutica in questa tipologia di pazienti”.
L’assunzione quotidiana di una pasticca consente un controllo migliore della malattia, secondo i dati di due studi apparsi sul New England Journal of Medicine e sugli  Annals of Rheumatic Diseases del British Medical Journal.
“Una terapia orale è più accettabile perché l’ago fa sempre paura e per questo motivo spesso il malato non è aderente ai trattamenti iniettivi”  afferma Silvia Tonolo, presidente dell’Anmar, l’Associazione nazionale dei malati reumatici. “Disporre di una compressa facilita la gestione della malattia anche negli spostamenti, nei viaggi, sul lavoro, con un vantaggio in termini di qualità della vita. Senza considerare poi l’aspetto della diminuzione del dolore, elemento cruciale per ciascun paziente“.