Arcuri: “Mascherine anche al supermercato a 0,50€ nella fase 2”

Roma, 4 maggio – “Da lunedì 4 maggio i cittadini che le vorranno acquistare, troveranno le mascherine chirurgiche al prezzo massimo di € 0,50 (al netto dell’Iva) in 50.000 punti vendita, uno ogni 1200 abitanti. Dalla metà del mese di maggio i punti vendita diventeranno 100.000, uno ogni 600 abitanti”.

Ad affermarlo, nel corso della conferenza stampa tenuta nella mattinata di sabato 2 aprile nella sede della Protezione civile, è stato il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri (nella foto), continuando a giocare sulla cifra-feticcio del mezzo euro, quando sarebbe stato più chiaro e onesto dire agli italiani fin dal primo momento che le mascherine in parola avranno un prezzo finale al pubblico di 61 centesimi. Evidentemente, anche in tempi di emergenza è difficile non cedere alla tentazione di fare bella figura con quelle che si pensano essere furbate comunicazionali che (inevitabilmente) qualcuno finirà poi per pagare.

L’importante obiettivo delle “mascherine per tutti e dappertutto” è stato centrato (sempre che arrivino i fatti a confermarlo) grazie alla sottoscrizione di importanti accordi,  ha spiegato Arcuri, a partire da quello firmato il 1° maggio  “con Federfarma, Assofarm, l’Adf che con le farmacie e le parafarmacie italiane hanno 26.000 punti vendita sul nostro territorio e hanno ripreso a mettere in vendita le mascherine chirurgiche entro il prezzo massimo fissato dall’ordinanza” (l’incontro, in realtà, come RIFday riferisce qui, è stato siglato anche da Federfarma Servizi e dalle sigle delle parafarmacie, NdR).

Non è stato però l’unico protocollo d’intesa firmato da Arcuri negli ultimi giorni: analoghi accordi sono stati infatti conclusi con Confcommercio, che raggruppa tra gli altri le catene della grande distribuzione Sigma, Sisal, Crai, Coal e Conad che ha nel suo insieme altri 13.000 punti vendita sul nostro territorio, con Federdistribuzione, che raggruppa Esselunga, Carrefour, VeGè, Leroy Merlin e altre catene di distribuzione, che ha fino a 7.000 punti di vendita sul territorioinfine con Coop, che ha 1100 punti vendita nel Paese. A quest’ultima Arcuri ha voluto indirizzare  “un ringraziamento particolare, perché ha deciso di mettere sul mercato i dispositivi che ha acquistato al prezzo che abbiamo fissato, anche se il loro prezzo d’acquisto è stato più alto. Contiamo nei prossimi giorni di sottoscrivere un uguale accordo l’Associazione nazionale dei tabaccai che ha altri 50.000 punti vendita sul nostro territorio”.

“Tutto questo nell’esclusivo interesse dei cittadini, anche di quelli che non sono d’accordo. Nessuno avrà a rimetterci. Abbiamo fissato un meccanismo per ristorare i singoli produttori e i singoli distributori, consapevoli che la salute e la protezione individuale non ha prezzo, su di essa non si specula” ha quindi aggiunto il commissario. “Tutti guadagneranno il giusto. La speculazione è finita periamo che presto non servirà neanche più la fissazione del tetto massimo”.

Arcuri ha anche detto che il governo e il Parlamento potrebbero stabilire delle sanzioni per chi non venderà la mascherine al prezzo stabilito, poi ha spiegato come sono state distribuite tra le Regioni: “Sono state distribuite finora alle Regioni 165,5 milioni di mascherine, 26,7 milioni solo nell’ultima settimana”.

E ha aggiunto anche che presto prenderà il via la produzione italiana di mascherine: “Tra 10 giorni inizia la produzione di mascherine con le macchine che abbiamo contribuito a realizzare, a metà giugno, che produrranno 4 milioni di mascherine al giorno, a metà luglio 25 milioni, da metà agosto in poi 35 milioni. Devo ringraziare molto le aziende italiane che ci hanno aiutato e che ci stanno aiutando con una solidarietà e una generosità straordinaria: a partire dalla Ima di Alberto Vacchi e Fameccanica del gruppo Angelini” ha detto ancora Arcuri.  “Inoltre altre due grandi aziende italiane hanno messo a disposizione il loro know-how, le loro risorse e le loro intelligenze per ospitare molte di queste macchine che stiamo producendo: Luxottica e Fca”.

Il commissario ha anche parlato dei test sierologici e dei tamponi: “Da lunedì in molti laboratori, suddivisi per regione e selezionati dal ministero, arriveranno i test sierologici. Inizierà così l’indagine campionaria cui verranno sottoposti i primi 150mila italiani del campione definito da Istat e Inail. Abbiamo acquistato inoltre altri 5 milioni di tamponi che si aggiungeranno ai 3,5 milioni di tamponi e provette già inviati alle Regioni”.

La conclusione è stata ovviamente affidata alle raccomandazioni in vista della Fase 2: “Manteniamo il distanziamento sociale, massima igiene personale, mascherine. Non abbassiamo la guardia, vi imploro, ricordiamoci che il virus si diffonde solo tramite contagio, e il contagio avviene se una persona ne contagia un’altra” ha ribadito Arcuri. “Non dimentichiamolo mai, cerchiamo di fare di tutto per evitarlo. Evitiamo che le previsioni del decreto Speranza abbiano a verificarsi. Noi abbiamo fatto al meglio la nostra parte, da lunedì tocca davvero a voi”.

Un modo per declinare ogni responsabilità personale: ove mai  (facendo tutti gli scongiuri del mondo) dovesse accadere qualcosa, la colpa sarà degli italiani, e basta…