Antibiotici, il decalogo per usarli bene e vincere le resistenze microbiche

Roma, 20 ottobre  – Vincere la battaglia contro le infezioni da germi multiresistenti. Questo l’obiettivo finale del Decalogo per il corretto uso degli antibiotici e per il contenimento delle resistenze, realizzato dal Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica (Gisa) e presentato ieri al ministero della Salute a Roma.

“Il decalogo è una chiamata alle armi, un elenco di azioni prioritarie per far sì che la battaglia che ci impegna nei confronti delle infezioni da germi multiresistenti possa esser vinta” ha spiegato Francesco Menichetti, presidente Gisa e direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. “I buoni propositi sono stati elencati e scritti, dobbiamo trasformarli in azioni quotidiane, dobbiamo avere la capacità di passare dalle parole ai fatti”.

La situazione dell’antibiotico-resistenza in Europa è molto preoccupante: ogni anno si verificano 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che provocano più di 37 mila morti.

“Nel 2050 si stima che le infezioni da germi multiresistenti possano causare 10 milioni di morti, più che i tumori” ha affermato al riguardo Menichetti. “Una vera epidemia e la situazione italiana è ancora più preoccupante perché noi siamo il Paese che ha il più alto livello di consumo di antibiotico e un livello molto elevato di antibiotico resistenza”

Che il decalogo per il corretto uso degli antibiotici sia un strumento fondamentale lo ha sottolineato anche Ranieri Guerra, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute: “È uno strumento aggiuntivo importante perché sintetizza la strategia di governo e della professione delle società scientifiche in un ambito come questo che è fondamentale. Fondamentale al punto che il ministro lo ha fortemente voluto, difeso anche in parlamento” ha detto Guerra, cooptato recentemente nel board dell’Oms, come assistente del direttore generale con la responsabilità delle iniziative speciali.

“Le infezioni multiresistenti hanno una ricaduta anche sul bilancio dei singoli Paesi” ha evidenziato Michele Cecchini, dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: “Abbiamo visto nei vari Paesi dell’area Ocse un aumento significativo delle infezioni da antibiotico resistenza soprattutto nei Paesi del bacino del Mediterraneo, Italia, Turchia e Grecia e in questi Paesi, quasi la metà delle infezioni sono antibiotico resistenti. Questo ha dei grossissimi costi per il sistema sanitario” ha concluso Cecchini “e come Ocse abbiamo calcolato che circa 40mila euro di risorse addizionali sono spese su un paziente che sviluppa antibiotico resistenza rispetto a un paziente con infezione non antibiotico resistente”.