Antibiotici, allarme Oms: tra quelli in sviluppo, solo otto sono efficaci

Roma, 21 settembre – La crescente minaccia da parte dei batteri resistenti ai trattamenti, che rappresentano “un’emergenza sanitaria che mette seriamente in pericolo il progresso della medicina moderna”, è purtroppo resa più drammatica dalla “grave mancanza di nuovi antibiotici in via di sviluppo”.

Questo il preoccupato e preoccupante allarme lanciato ieri da un rapporto pubblicato  dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
“La resistenza agli antimicrobici è ormai un’urgenza sanitaria mondiale” sottolinea il direttore generale dell’agenzia sanitaria dell’Onu, Tedros Adamon Chebreyesus, che lancia un appello a “moltiplicare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo per le infezioni resistenti agli antibiotici, inclusa la tubercolosi, altrimenti saremo costretti a ritornare a un momento in cui le persone temevano infezioni comuni e rischiavano la vita anche per interventi di chirurgia minore”.
L’Oms ha recensito 51 nuovi prodotti antibatterici in fase di sviluppo clinico per trattare gli agenti patogeni prioritari resistenti agli antibiotici, come la tubercolosi e l’infezione diarroica talvolta mortale dovuta al Clostridium difficile. Ma, fra tutti questi farmaci, deplora l’Oms, soltanto otto sono trattamenti innovativi suscettibili di sviluppare e valorizzare l’attuale arsenale di trattamenti antibiotici.
Esiste una grave mancanza di opzioni di trattamento per i tubercolosi multiforme e ad ampio spettro di farmaco e gli agenti patogeni gram-negativi, tra cui Acinetobacter ed enterobatteri come Klebsiella e E.coli, che possono causare infezioni gravi e spesso mortali e sono una particolare minaccia negli ospedali e nelle case di cura.
Ci sono anche pochissimi antibiotici orali in esame e sono formulazioni essenziali per il trattamento di infezioni extra ospedaliere o in strutture limitate.
“Le aziende farmaceutiche e i ricercatori devono concentrarsi urgentemente sui nuovi antibiotici contro alcuni tipi di infezioni estremamente gravi che possono uccidere i pazienti in pochi giorni perché non c’è alcuna linea di difesa” afferma Suzanne Hill, direttore del Dipartimento di medicinali essenziali presso l’Oms .
Un allarme nell’allarme è quello che riguarda la tubercolosi, che si sta pericolosamente riaffacciando anche in quei Paesi dove sembrava definitivamente sconfitta: “La ricerca sulla tubercolosi è seriamente sotto-finanziata, tanto che sono soltanto due i nuovi antibiotici per il trattamento di quella resistente ai farmaci immessi sul mercato in oltre 70 anni” afferma al riguardo Mario Raviglione, direttore del Programma globale tubercolosi dell’Oms. “Per sconfiggere la Tbc occorrono urgentemente più di 800 milioni di dollari l’anno per finanziare la ricerca di nuovi farmaci antitubercolici”.
Ma la minaccia della resistenza antimicrobica ha bisogno di altre armi, oltre ai nuovi trattamenti, per essere sconfitta. Fondamentale, per Oms, migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni e promuovere l’uso appropriato degli antibiotici esistenti e futuri e sta inoltre sviluppando orientamenti per l’uso responsabile degli antibiotici nei settori umano, animale e agricolo.
I batteri resistenti agli antibiotici potrebbero uccidere fino a 10 milioni di persone all’anno da qui al 2050, tanti quanto il cancro, secondo le stime di un gruppo di esperti internazionali costituitosi nel 2014 nel Regno Unito, autore di diversi rapporti in materia. Secondo le loro valutazioni, il fenomeno è già causa di 700mila morti in Europa e negli Usa.