Antimicrobicoresistenza, in anteprima il nuovo Piano nazionale

Roma, 7 settembre – Il ministero della Salute ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alla Conferenza delle Regioni il nuovo Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 (PNCAR), con l’auspicio che il documento – che detta le strategie e i programmi per fare fronte a quella che, nel nostro Paese più che in altri, rischia di diventare una vera e propria emergenza sanitaria – possa essere inserito all’ordine del giorno della prima seduta utile del “parlamentino” delle Regioni.

Il documento analizza in 79 dense pagine tutti i termini del problema e illustra in dettaglio le azioni e iniziative da porre in essere, a livello nazionale e regionale, per prevenire e controllare il fenomeno dell’antimicrobico resistenza (Amr), intervenendo sui suoi determinati, a partire dall’uso corretto degli antibiotici per uso umano e veterinario, e in ogni ambito: comunicazione e informazione, formazione e ricerca e innovazione.

Il PNCAR parte da un’analisi del fenomeno dell’Amr nel settore umano, la cui importanza è legata al suo rilevante impatto epidemiologico ed economico, dalla quale scaturisce che il nostro Paese è messo peggio di altri: in Italia, infatti, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate d’Europa ed è quasi sempre al di sopra della media. Qualche esempio:  se la frequenza media di resistenza della Klebsiella pneumoniae alle cefalosporine di terza generazione è del 30,2%, in Italia  raggiunge il 55,9%. Lo stesso vale per l’Escherichia coli (con il nostro 30,1%, ben superiore al 13,1% europeo) e lo Staphylococcus aureus (34,1% contro il 16,8% europeo).

IL PNCAR (sviluppato da un gruppo di lavoro multidisciplinare, utilizzando le migliori esperienze e le evidenze disponibili, oltre ali documenti e linee guida internazinali) si propone dichiaratamente di “fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’Amr a livello nazionale, regionale e locale”, attraverso l’integrazione di tutti i settori interessati: umano, veterinario, di sicurezza degli alimenti, agricolo e ambientale.

Gli obiettivi della strategia nazionale sono quelli di ridurre la frequenza delle infezioni da microorganismi resistenti agli antibiotici e la frequenza di infezioni associate all’assistenza ospedaliera e comunitaria. Al riguardo, sono stati fissati degli indicatori nazionali: si tratta di step che prevedono, ad esempio, la riduzione del 10% del consumo di antibiotici sistemici in ambito territoriale nel 2020 rispetto al 2016, del 5% del consumo degli stessi farmaci in ambito ospedaliero e del 30% nel settore veterinario, sempre nella stessa finestra temporale. Ma un indicatore non meno ambizioso e importante è la previsione che nel 2020 il 100% delle Regioni disponga di una sorveglianza dell’Amr.

Il documento, “data la complessità del problema”, insiste molto sulla necessità che gli interventi di contrasto al fenomeno dell’Amr “vengano attuati con il contributo di tutti gli attori e che vengano attentamente coordinati, monitorati e aggiornati nel tempo in base ai risultati raggiunti”.

Un’ampia sezione del Piano, non a caso, è dedicata  alle attività di sorveglianza del fenomeno, a ogni livello. E per quanto riguarda il monitoraggio dei consumi degli antibiotici nel settore umano, sono anche contenute alcuni specifici riferimenti alle farmacie: a livello centrale si prevede di sviluppare un sistema per il monitoraggio dell’appropriata dispensazione di antibiotici a uso umano in farmacia, allo scopo di verificare l’esistenza e l’entità del fenomeno senza prescrizione medica e di stabilire un canale di dialogo con le farmacie territoriali per la prevenzione dell’uso scorretto degli antibiotici, “con particolare attenzione al tema della corretta informazione alla popolazione, (…) attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria in iniziative di formazione e comunicazione specifiche (entro il 2018)”. Anche le Regioni dovranno contribuire entro lo stesso termine a coinvolgere farmacie e farmacisti nel monitoraggio della dispensazione inappropriata e nella prevenzione dell’uso scorretto degli antibiotici.

Capitoli importanti sono dedicati alla prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza, per le quali viene prevista la predisposizione di uno specifico piano nazionale, e – ovviamente – all’uso corretto degli antibiotici, sia in ambito umano che veterinario. Al riguardo, a livello centrale è prevista la condivisione (entro il 2018) di un Piano nazionale di promozione dell’uso appropriato di antibiotici nella Conferenza Stato-Regioni.

Molta attenzione viene quindi riservata alla comunicazione e all’informazione, “presupposto essenziale per l’uso consapevole e appropriato degli antimicrobici”.  Un ambito dove “è fondamentale il coinvolgimento sia degli specialisti (medici e altri operatori sanitari, veterinari, farmacisti, società scientifiche) sia della popolazione generale e di target specifici (pazienti, genitori, insegnanti, popolazione scolastica, consumatori, allevatori, proprietari di animali, agricoltori), la cui sensibilizzazione sul tema può contribuire a preservare l’efficacia di questi farmaci nel tempo”.

Allo scopo, il PNCAR prevede la preparazione di una campagna nazionale annuale “a connotazione intersettoriale sul problema dell’Amr e sull’uso consapevole di antibiotici”, con il coinvolgimento nelle iniziative di comunicazione di operatori sanitari, pazienti e società scientifiche e di categoria.

Sul tema della formazione, il Piano nazionale si propone di promuoverla per “tutti gli attori coinvolti, in un approccio omnicomprensivo”, attraverso la definizione a livello nazionale di programmi formativi basati sull’organizzazione di corsi Ecm (residenziali e FAD) e la creazione di un sito web dedicato. Ma sono anche contemplati interventi nei diversi ambiti della formazione di base, attraverso (entro il 2020) l’istituzione di una collaborazione specifica tra ministero della Ssalute e MIUR per inserire nei curricula formativi dei corsi di laurea e di specializzazione dell’area sanitaria la tematica dell’Amr.

Il capitolo conclusivo del Piano è dedicato alla ricerca e innovazione , con l’obiettivo di promuovere studi e conoscenze sull’Amr, con particolare attenzione alla valutazione dell’efficacia degli interventi di sorveglianza e controllo. La prima azione indicata dal Pncar è quella di attivare un gruppo di lavoro intersettoriale, che possa formulare proposte utili a identificare risorse per progetti di ricerca sul tema del controllo dell’Amr e delle infezioni correlate all’assistenza come area prioritaria di ricerca.

Il documento, come già accennato in premessa, è già arrivato sul tavolo del presidente della Conferenza delle Regioni e di tutti i “governatori” regionali e sarà a breve reso disponibile sul sito www.statoregioni.it. In attesa (che, in ragione della rilevanza della materia, non potrà essere lunga) che sia inserito all’ordine del giorno dei lavori già nella prossima seduta, come auspicato dal ministero della Salute.