AMR, dalle agenzie Ue gli strumenti per misurarla e contrastarla

Roma, 31 ottobre – Strumenti per consentire agli Stati membri dell’Unione europea di misurare e valutare i progressi compiuti nel contrasto all’uso improprio degli antibiotici e nella lotta al fenomeno crescente dell’antibiotico-resistenza (AMRr).

Si tratta degli indici messi a punto e presentati in una scientific opinion dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), su richiesta della Commissione europea.

“Gli indici riguardano sia il settore umano sia animale” spiegano le tre agenzie “e rispecchiano l’assunzione di antibiotici e l’antibiotico-resistenza nella comunità, in ambito ospedaliero e negli animali da produzione alimentare. Gli indici si basano su dati già raccolti attraverso reti di monitoraggio in essere nell’Ue”.

Esempi di indici per valutare la resistenza agli antibiotici in medicina umana, spiegano ancora Efsa, Ema e Ecdc,  comprendono la percentuale di batteri di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (Mrsa) e quella di batteri di Escherichia coli resistenti alle cefalosporine di terza generazione, considerati  agenti patogeni di grande rilevanza per la salute pubblica.

Per la medicina veterinaria, invece, un esempio di indice è la percentuale di batteri di Escherichia coli da animali per la produzione alimentare che sono suscettibili o resistenti ad alcuni antimicrobici.”In termini di consumo” aggiunge il documento delle tre agenzie “i principali indici suggeriti sono il consumo umano di antibiotici e le vendite complessive di antibiotici veterinari”.

“Quando ho presentato il nuovo piano d’azione della Ue contro l’Amr a giugno” ha affermato Vytenis Andriukaitis (nella foto), commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare “ho promesso che entro la fine dell’anno la Commissione avrebbe definito indici per misurare i progressi dei piani d’azione Ue e nazionali. Accolgo con grande favore il parere scientifico elaborato da Ecdc, Ema ed Efsa, che definisce indici che riguardano sia il settore umano che animale, in linea con l’approccio del piano d’azione Ue ‘Per una sola salute’. Senza tali indici non saremmo in grado di valutare i nostri progressi nel combattere la grave minaccia per la salute rappresentata dall’Amr”.

La definizione degli indici è il frutto della collaborazione tra le tre agenzie comunitarie, ciascuna sulla base delle proprie competenze specifiche e dei dati in proprio possesso relativi al monitoraggio dell’antibiotico-resistenza e  al consumo di antibiotici negli animali e nell’uomo.

Roma, 31 ottobre – Strumenti per consentire agli Stati membri dell’Unione europea di misurare e valutare i progressi compiuti nel contrasto all’uso improprio degli antibiotici e nella lotta al fenomeno crescente dell’antibiotico-resistenza (Amr).

Si tratta degli indici messi a punto e presentati in una scientific opinion dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), su richiesta della Commissione europea.

“Gli indici riguardano sia il settore umano sia animale” spiegano le tre agenzie “e rispecchiano l’assunzione di antibiotici e l’antibiotico-resistenza nella comunità, in ambito ospedaliero e negli animali da produzione alimentare. Gli indici si basano su dati già raccolti attraverso reti di monitoraggio in essere nell’Ue”.

Esempi di indici per valutare la resistenza agli antibiotici in medicina umana, spiegano ancora Efsa, Ema e Ecdc,  comprendono la percentuale di batteri di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (Mrsa) e quella di batteri di Escherichia coli resistenti alle cefalosporine di terza generazione, considerati  agenti patogeni di grande rilevanza per la salute pubblica.

Per la medicina veterinaria, invece, un esempio di indice è la percentuale di batteri di Escherichia coli da animali per la produzione alimentare che sono suscettibili o resistenti ad alcuni antimicrobici.”In termini di consumo” aggiunge il documento delle tre agenzie “i principali indici suggeriti sono il consumo umano di antibiotici e le vendite complessive di antibiotici veterinari”.

“Quando ho presentato il nuovo piano d’azione della Ue contro l’Amr a giugno” ha affermato Vytenis Andriukaitis (nella foto), commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare “ho promesso che entro la fine dell’anno la Commissione avrebbe definito indici per misurare i progressi dei piani d’azione Ue e nazionali. Accolgo con grande favore il parere scientifico elaborato da Ecdc, Ema ed Efsa, che definisce indici che riguardano sia il settore umano che animale, in linea con l’approccio del piano d’azione Ue ‘Per una sola salute’. Senza tali indici non saremmo in grado di valutare i nostri progressi nel combattere la grave minaccia per la salute rappresentata dall’Amr”.

La definizione degli indici è il frutto della collaborazione tra le tre agenzie comunitarie, ciascuna sulla base delle proprie competenze specifiche e dei dati in proprio possesso relativi al monitoraggio dell’antibiotico-resistenza e  al consumo di antibiotici negli animali e nell’uomo.