Amazon ad autorità: “Farmaci con ricetta, non li venderemo”

Roma, 16 novembre – Il mercato dei farmaci da prescrizione? Troppo complicato e difficile per entrarci a cuor leggero, anche se ti chiami Amazon e sei il colosso globale dell’e-commerce. Meglio soprassedere e utilizzare le licenze già ottenute in diversi Stati USA anche per le medicine soggette a obbligo di ricetta soltanto per vendere, almeno per il momento, devices e presidi sanitari.

Sarebbe questo la scelta che – sconfessando le previsioni ma anche le preoccupazioni di molti “addetti ai lavori” – Amazon sarebbe orientata a compiere nell’immediato, almeno secondo quanto riferisce un servizio dell’emittente televisiva Cnbc, basato su valutazioni effettuate dagli analisti della società di investimento Jefferies, alla luce di una corrispondenza intercorsa tra Amazon e le autorità di regolamentazione del Tennessee e dell’Indiana.

Un carteggio che, appunto, sembra dimostrare con chiarezza che Amazon intende limitare la sua presenza nel mercato sanitario alla vendita di dispositivi medici e altri presidi sanitari, ma non sta stoccando nei suoi centri logistici (almeno quello dell’Indiana) farmaci con obbligo di prescrizione medica ai fini della loro vendita on line.
“Il richiedente (Amazon, NdR) non immagazzinerà o spedirà farmaci”: questo è quanto si legge in una delle note degli organismi di vigilanza, secondo quanto riferisce Cnbc.  Il documento dunque, attesta in buona sostanza che la stessa Amazon ha comunicato alle autorità regolatorie la sua volontà di non “sbarcare” nel settore della vendita on line di  prescription drugs, smentendo così le previsioni di chi aveva interpretato la registrazione del dominio AmazonRx.com e la richiesta e l’ottenimento delle licenze di vendita di farmaci con ricetta in 13 Stati dell’Unione (cfr. RIFday del 6 novembre scorso) come inequivocabili segnali della volontà di aggredire anche quella importantissima fetta di mercato. Prospettiva che invece il carteggio reso noto da Cnbc sembra smentire almeno a breve.

Adam Fein, presidente di Pembroke Consulting, esperto della filiera commerciale dei farmaci, interpellato da Cnbc, mostra di non essere troppo sorpreso dalle rivelazioni degli analisti di Jefferies: “Non vorrei mai sottovalutare Amazon” ha commentato Fein  “ma resto un po’ scettico sulla capacità e il desiderio di Amazon di alterare il canale dei farmaci“. Anche perché una eventuale “scesa in campo” nel settore, spiega Fein, costringerebbe a misurarsi con competitor con in mano “molte opportunità di difendere la loro posizione, acquisire valore dalle tecnologie internet e ottimizzare la distribuzione”.

Un’opinione, quella di Fein, condivisa anche da altri esperti del settore, convinti che la specificità del mercato dei farmaci da prescrizione genera problemi con i quali il colosso dell’e-commerce non è abituato a confrontarsi. Comprensibile, dunque, che almeno per ora Amazon rinunci alla vendita on line dei prescription drugs, anche se per gli analisti di Jefferies il colosso dell’e-commerce sta sostanzialmente solo prendendo tempo per valutare le complessità specifiche del mercato, raccogliendo nel frattempo i frutti della presenza nell’e-commerce sanitario “a quota più bassa”, con la vendita di forniture mediche come apparecchiature chirurgiche e dispositivi. “Ciò rappresenterebbe una minaccia più immediata per le società di distribuzione medica, come McKesson e Cardinal Health” osservano gli analisti di Jefferies  “piuttosto che per le farmacie e i responsabili delle prestazioni farmaceutiche”.
Che però, c’è da scommetterci, non abbasseranno la guardia, monitorando con attenzione le mosse del gigante fondato da Jeff Bezos. A sciogliere le riserve, secondo Cnbc, sarà comunque la stessa Amazon, che nelle prossime settimane dovrebbe decidere se entrare o meno nel mercato dei farmaci da prescrizione.