Altopiano di Asiago, il ruolo cruciale delle farmacie di comunità

Roma, 17 febbraio – Un paradigma del ruolo fondamentale che le farmacie di comunità svolgono nei piccoli centri del Paese arriva dall’esperienza condotta in Veneto dall’Unione montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne, nata come strumento essenziale per lo sviluppo di un Paese dove il 60% circa del territorio italiano è contraddistinto dalla presenza di piccoli comuni, lontani dai servizi essenziali – scuola, sanità e mobilità – e con oggettivi problemi di marginalizzazione.

Tra le difficoltà in termini di accesso ai servizi nelle zone montane e le aree interne del nostro Paese, quella dell’assistenza sanitaria è ovviamente e compesibilmente la questioni forse più sentita. I dati rilevano che le cosiddettet aree interne sono territori caratterizzati da un alto tasso di patologie croniche, situazioni di disagio e solitudine, alto tasso di ospedalizzazione e indice di vecchiaia elevato. Situazione che, appunto, impone un ripensamento degli schemi tradizionali dei modelli assistenziali, spostando sulla rete territoriale la presa in carico dei pazienti. Impresa resa particolarmente complicata dal fenomeno della cosiddetta “desertificazione medica”, che vede un numero crescente di piccoli centri delle aree interne perdere il medico generico di riferimento ch, raggiunta la pensione, viene raramente sostituito da colleghi più giovani, comprensibilmente poco o per nulla attratti dalla prospeettiva di esercitare in un piccolo comune periferico e marginale.

È proprio in quest’ottica che, oltre al rafforzamento dei presidi “classici”, la Strategia nazionale per le aree interne punta sul potenziamento dei servizi di prossimità, investendo su professionisti come gli infermieri e le ostetriche e – appunto e soprattutto – le  farmacie di comunità.

“Questo intervento sarà di grande utilità per gli abitanti della nostra amata montagna” spiega in un articolo pubblicato da la Repubblica Emanuele Munari, sindaco di Gallio (Vicenza) e presidente dell’Unione montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni. “Sapere che persone con particolari problematiche o bisogni possano trovare un ulteriore punto di appoggio qualificato dopo un ricovero è sicuramente un aspetto molto positivo per tutti”.

Il progetto si basa su risorse per un totale di circa 8 milioni per azioni da realizzare nei Comuni di Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo, tutti ricompresi nell’Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza, che raccolgono una popolazione di oltre 20 mila abitanti. Un’offerta di welfare “innovativo” rispetto a quello tradizionale, che prevede il coinvolgimento delle farmacie territoriali che diventano parte attiva nell’aiutare gli assistiti in difficoltà e che assumono il ruolo di luoghi ove inserire servizi sanitari di base, garantendo la piena adesione alle terapie farmacologiche prescritte.

“Il progetto ‘Farmacie di servizi per i pazienti fragili’ – spiega Munari – prevede il coinvolgimento delle farmacie convenzionate operanti sull’Altopiano perché siano parte attiva nell’aiutare gli assistiti ‘fragili’ al momento della dimissione dalla struttura ospedaliera a comprendere appieno le terapie prescritte. L’auspicio è che l’impegno dei soggetti coinvolti a vario titolo nella predisposizione della Strategia e gli importanti finanziamenti messi a disposizione possano concretamente contribuire migliorare nel tempo le condizioni di vita e permanenza degli abitanti del nostro territorio”.

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea.