Allarme USA, il virus è mutato e il nuovo ceppo è più contagioso

Roma, 6 maggio – Ci sarebbe un nuovo ceppo di coronavirus che è diventato predominante nel mondo e sembra essere più contagioso di quelli che si sono diffusi all’inizio della pandemia di Covid-19. Lo  hanno individuato negli USA (il Paese più colpito dalla pandemia) ricercatori del Los Alamos National Laboratory e le 33 pagine del loro studio – del quale ha dato notizia la Cnbc, la settimana scorsa sono state pubblicate su BioRxiv,  sito utilizzato dai ricercatori per condividere il proprio lavoro prima che venga sottoposto a revisione paritaria.

Secondo l’analisi del laboratorio del New Mexico,  il ceppo mutato di coronavirus è apparso a febbraio in Europa, è emigrato rapidamente verso la costa orientale degli Stati Uniti ed è dominante in tutto il mondo da metà marzo.

Il gruppo dei ricercatori americani, coordinato da Bette Korber (nella foto), hanno lanciato l’allarme perché, oltre a diffondersi più velocemente, potrebbe rendere le persone vulnerabili a un secondo contagio dopo un primo attacco del virus.

Lo studio è basato su un’analisi computazionale di oltre 6.000 sequenze di coronavirus da tutto il mondo, raccolte dalla Global Initiative for Sharing All Influenza Data, un’organizzazione pubblico-privata tedesca; il gruppo di ricerca di Los Alamos ha individuato 14 mutazioni del virus. Lo studio non riferisce se il nuovo ceppo è più letale di quello originario, i pazienti sembrano avere cariche virali più alte ma un’analisi su 447 contagiati da parte della University of Sheffield, che collabora con il laboratorio nel Nuovo Messico insieme alla Duke University, ha mostrato che il tasso di ricovero in ospedale è lo stesso.