Allarme Pgeu: “Carenze farmaci, fenomeno in peggioramento”

Roma, 30 gennaio – Una survey del Pgeu, la sigla dei farmacisti dell’Unione europea, rilancia l’allarme sulle carenze di medicinali. Dal rapporto, relativo al 2019 (viene realizzato annualmente per valutare la percezione del fenomeno tra i farmacisti) emerge infatti un peggioramento del fenomeno rispetto all’anno precedente, denunciato dall’87% del campione, costituito dalle organizzazioni di rappresentanza dei farmacisti di 24 Paesi. I fenomeni di carenza di medicinali si realizzano praticamente ovunque e si distribuiscono in tutte le classi di medicinali, causando disagi a chi deve assicurare il servizio e ai pazienti.

La survey evidenzia  anche l’interruzione dei trattamenti (75% dei Paesi), l’aumento dei rimborsi a seguito di alternative più costose/non rimborsate (58%) e il trattamento non ottimale/efficacia inferiore (42%),  tutti percepiti come conseguenze delle carenze di medicine che si verificano ricorrentemente sul mercato.

Le organizzazioni di farmacie e farmacisti registrano ovviamente l’impatto negativo del fenomeno sull’attività professionale quotidiana:  l’indisponibilità/irreperibilità delle medicine sul mercato genera infatti una riduzione della fiducia dei clienti, perdite economiche dovute al tempo speso per ovviare alla carenza, riduzione della soddisfazione dei dipendenti. Il tempo che il personale della farmacia deve dedicare alla gestione della carenza di medicinali è aumentato da 5,6 ore settimanali (2018) a 6,6 ore settimanali in media.

In tutti i Paesi europei, evidenzia la survey, esistono forti differenze in termini di soluzioni che i farmacisti possono offrire in caso di carenza: la prevalente è la sostituzione del farmaco mancante con un equivalente  (79% dei Paesi), ma si cerca anche di reperire il medicinale mancante da fonti autorizzate alternative (ad esempio altre farmacie, 63%) o di importare il farmaco da un Paese dove è disponibile (46%).

Un quarto delle sigle delle farmacie dei 24 Paesi che hanno partecipato alla survey ha lamentato l’assenza di un sistema di segnalazione che possa  essere utilizzato dai farmacisti, nonostante siano proprio questi professionisti che, per il loro ruolo di diretta interfaccia con il pubblico, sono i primi a registrare difficoltà di approvvigionamento o addirittura a prevederele,  prima ancora che l’industria o i grossisti ne siano consapevoli. Sempre a propristo di informazioni, il rapporto registra che i farmacisti, nella maggior parte dei 24 Paesi, affermano di riceverle dai grossiti, dalle agenzie regolatorie dei medicinali (67%) e organizzazioni farmaceutiche (42%).

“Raccomandiamo vivamente ai responsabili delle politiche e alle parti interessate di prendere atto di queste tendenze sorprendenti” è il commento del  presidente Pgeu, Duarte Santos (nella foto) “e di agire di conseguenza perché la situazione dei pazienti e degli operatori sanitari in Europa non è più sopportabile e accettabile”.