Aifa, sospeso vaccino AstraZeneca: “Misura del tutto precauzionale e temporanea”

Roma, 16 marzo – L’Agenzia italiana del farmaco ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid-19 su tutto il territorio nazionale. La decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paesi europei, compresi Germania e Francia.

“Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso” informa la nota con la quale Aifa ha comunicato la decisione, precisando che – in coordinamento con Ema e gli altri Paesi Europei – valuterà «congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione” e renderà nota tempestivamente “ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponihttps://th.bing.com/th/id/OIP.iOOebpvakirk7RiwLgwicAHaKS?w=128&h=180&c=7&o=5&pid=1.7bile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose”.

Da fonti del ministero della Salute riportate dall’Ansa emerge che la decisione della sospensione delle somministrazioni del vaccino Astrazeneca, per ragioni esclusivamente precauzionali, da parte di Aifa “è stata assunta dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto). Durante la giornata Speranza ha avuto colloqui con i ministri della Salute di Germania, Francia e Spagna“.

In Germania. il ministro della Salute – dopo aver criticato nei giorni scorsi le decisioni di Danimarca e Finlandia di sospendere la somministrazione del vaccino – ha fatto un’inversione a U, seguendo l’indicazione del Paul Ehrlich Institut, che in via precauzionale ha consigliato “ulteriori approfondimenti” in relazione ai nuovi casi di trombosi che si sono verificati.
Dopo la Germania e Italia, anche tutti gli altri Paesi Ue ancora erano rimasti con vaccinazione attiva di AstraZeneca, hanno cominciato a  prendere la stessa decisione: la Francia ha seguito a ruota l’Italia e presumibilmente (nel momento in cui scriviamo non se ne ha ancora notizia ufficiale) altrettanto faranno Spagna e Grecia. Ma non si esclude che sia possa essere la stessa Ema a prendere una decisione comunitaria netta che possa ristabilire una gestione centrale delle verifiche sui “lotti sospetti” per evitare l’escalation di panico che si sta purtroppo già generando.

Dopo casi di morti successive al vaccino AstraZeneca – una concomitanza temporale per la quale è ancora tutto da dimostrare un eventuale nesso di causalità –  erano entrate in fibrillazione alcune Regioni del Paese (Sicilia, Toscana e Piemonte), sollevando la problematica di alcuni lotti considerati “sospetti”, tanto che sia le procure di Biella e Catania (e la stessa Aifa) sono arrivate a disporre il sequestro di due specifici lotti (ABV5811 e ABV2856) per prendere le dovute verifiche immediate a livello scientifico.

Come riferito venerdì scorso dal nostro giornale, l’Aifa (pur sospendendo precauzionalmente un lotto) aveva particolarmente insistito nel rassicurare sulla sicurezza  del vaccino, proprio per evitare allarmi ingiustificati che, invece hanno finito per dilagare. L’agenzia regolatoria nazionale aveva chiaramente spiegato che “non ci sono attualmente indicazioni che la vaccinazione abbia causato queste patologie, che non sono elencate tra gli effetti indesiderati di questo vaccino”, aggiungendo che le informazioni finora disponibili indicano che il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non è superiore a quello osservato nella popolazione generale:  al 9 marzo 2021, erano stati segnalati 22 casi di eventi tromboembolici tra i 3 milioni di persone vaccinate con il vaccino Covid-19 AstraZeneca nell’Area economica europea.

Dopo la decisione della Germania, però, anche Aifa ha scelto la via della sospensione precauzionale, per riportare la gestione della questione a livello comunitario centrale, rimettendola all’Ema; dovrà essere l’agenzia regolatoria europea a prendere una posizione chiara e univoca sulla vicenda, pronunciandosi – sulla base delle evidenze scientifiche – su eventuali correlazioni tra impiego del vaccino AstraZeneca e insorgenza di eventi tromboembolici. Ciò anche per  deresponsabilizzare a livello penale (nell’improbabile eventualità che quei nessi venissero dimostrati) i singoli attori della campagna vaccinale di AstraZeneca nei singoli Paesi.

Per spiegare le ragioni della decisione dell’agenzia regolatoria nazionale, il direttore generale Nicola Magrini (nella foto a destra) è intervenuto ieri sera a Otto e mezzo su La7, dove si è subito preoccupato di Visualizza immagine di origineribadire che “il vaccino è sicuro, il rapporto benefici-rischi è ampiamente positivo”. 

Ma, ha spiegato il DG Aifa, la decisione è stata quella di mantenere la stessa linea adottata dagli altri Paesi: “Per l’insorgere di rarissimi eventi di trombosi cerebrale che hanno destato clamore mediatico in alcuni Paesi. Per avere un atteggiamento coerente tra tutti i Paesi europei, c’è stata una volontà politica di Italia, Spagna, Germania e Francia di tornare sui propri passi. Già cinque giorni fa si era deciso se sospendere” ha rivelato Magrini “ma si era ritenuto che una sospensione avrebbe generato troppa preoccupazione e ci si era fermati alle disposizioni della magistratura su un solo lotto. Siamo qui a mostrare come la responsabilità di tutti debba prevalere. Non ci sono allarmi o allarmismi, c’è una volontà di approfondimento in modo più coordinato. La pausa servirà per parlare dell’accaduto e, alla luce di nuovi dati, per convincere tutti”.

Magrini ha anche voluto rassicurare coloro che si sono sottoposti alla prima dose: “Chi ha fatto la prima dose deve stare tranquillo e va rassicurato, non deve fare nulla se non segnalare eventuali sintomi al proprio medico. Ci vuole fiducia nei dati della ricerca, in un piano vaccinale che c’è ed è funzionale alle dosi che arriveranno”.

La decisione di Aifa ha ovviamente prodotto una cascata di reazioni, in particolare a livello regionale. dove c’è chi ha subito colto l’occasione per rivendicare subito i propri meriti,  come hanno fatto il presidente e l’assessore alla Sanità del Piemonte Alberto Cirio e Luigi Genesio Icardi: “La decisione dell’Aifa di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca a livello nazionaVisualizza immagine di originele dimostra la lungimiranza del Piemonte, che ieri ha saputo agire con la massima cautela per la sicurezza dei propri cittadini (il riferimento è all’immediato stop sul territorio regionale del vaccino AstraZeneca dopo la notizia del professore biellese morto dopo la somministrazione del vaccino, NdR).  È la prova che nella nostra Regione la campagna vaccinale è monitorata costantemente giorno per giorno h24, pronti a intervenire immediatamente dove se ne ravvisi la necessità”.

Ma c’è anche chi si è invece subito preoccupato di considerare le conseguenze che lo stop al vaccino comporterà  per la campagna vaccinale in pieno svolgimento. Tra questi, l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato (nella foto), che ha subito convocato d’urgenza l’Unità di crisi Covid-19 della Regione  per affrontare la situazione venutasi a creare con la sospensione del vaccino.“In questo modo si bloccano a Roma e nel Lazio 35 hub vaccinali tra i quali La Nuvola e l’Aeroporto di Fiumicino e oltre 2 mila medici di medicina generale” spiega l’assessore.  “Seguiremo attentamente gli ulteriori approfondimenti in corso, auspichiamo una rapida e inequivocabile definizione da parte di Aifa, altrimenti questo potrebbe rappresentare un danno enorme e irrecuperabile alla campagna vaccinale in corso, poiché il vaccino Astrazeneca è quello maggiormente opzionato in base agli accordi preliminari sottoscritti dalla Commissione europea”.

“Sono state bloccate con effetto immediato tutte le prenotazioni fino a nuova indicazione da parte di Aifa” spiega quindi l’assessore laziale, aggiungendo che “coloro che si sono già prenotati verranno riprogrammati dopo gli approfondimenti di Aifa. Siamo in attesa che l’Agenzia dia indicazioni per chi ha già effettuato la somministrazione della prima dose”.