Aifa, si cambia: addio a Li Bassi per tornare a puntare in alto

Roma, 25 ottobre –  La notizia, nell’aria da tempo,  trova ora conferma ufficiale: è giunta al capolinea la breve stagione di Luca  Li Bassi (nella foto) alla direzione generale di Aifa. A decorrere dal prossimo 9 dicembre, infatti,  il suo incarico “si renderà disponibile” e sarà dunque affidato ad altri. Il ministro della Salute Roberto Speranza, dunque, non ha nemmeno atteso la scadenza dei 90 giorni concessi dalla legge per  esercitare lo spoil system e sostituirlo.

L’Avviso pubblico per manifestazione di interesse per l’incarico di direttore generale dell’Agenzia regolatoria nazionale è stato pubblicato ieri sul sito del ministero della Salute,  cheinvita tutti i soggetti  “in possesso di diploma di laurea specialistica, con qualificata e documentata competenza ed esperienza sia sul piano tecnico-scientifico nel settore dei farmaci, sia in materia gestionale e manageriale, a presentare una manifestazione di interesse a ricoprire l’incarico di Direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco – Aifa”, precisando appunto che l’incarico sarà disponibile a decorrere dal 9 dicembre 2019.

I soggetti che si candidano all’incarico  dovranno inviare la loro manifestazione di interesse, tramite posta elettronica certificata, entro le ore 18 del 15 novembre 2019 all’indirizzo pec: avvisoaifa@postacert.sanita.it.  La presentazione della manifestazione di interesse, chiarisce l’avviso,  non vincola in alcun modo il miisero “a conferire l’incarico di Direttore generale al soggetto richiedente”.

La procedura ricalca quella inaugurata da Giulia Grillo a luglio dello scorso anno e pubblicizzata dall’allora ministra della Salute come una novità rivoluzionaria,  finalmente in grado di assicurare trasparenza al conferimento di un incarico tanto importante e delicato. Nel settembre successivo, come si ricorderà, la “rivoluzione” portò alla designazione di Li Bassi, nome fino a quel momento pressoché sconosciuto a tutti, circostanza che non impedì alla titolare del dicastero, molto soddisfatta per essere riuscita in soli due mesi ad avviare e concludere la nomina del nuovo DG Aifa, di salutare con enfasi la sua scelta, che avrebbe finalmente consentito “all’Aifa e all’intero sistema Paese di poter contare su un ‘capitano’ che è un qualificato esperto tecnico, riconosciuto anche a livello internazionale” (sic).

Il ‘capitano’, in verità, ha poi navigato in acque piuttosto procellose, senza mai riuscire a dare l’impressione di tenere saldamente in mano il timone dell’Agenzia, che in quest’ultimo anno ha visto acuirsi i suoi problemi senza per contro diventare il centro propulsore di quella nuova governance farmaceutica disegnata al tavolo appositamente costituito al ministero e costituito da personaggi esperti e autorevoli, a partire dal farmacologo Silvio Garattini del Mario Negri. 

Il loro lavoro, come si ricorderà, produsse un documento presentato con gran dispiego di fanfare alla fine dello scorso anno, ma gli obiettivi in esso indicati sono rimasti in grandissima parte sulla carta, a partire dalla mancata revisione del prontuario farmaceutico, peraltro attesissima.

Ma più in generale, l’Agenzia regolatoria, per tutto il 2019, ha dato l’impressione di un preoccupante immobilismo, al quale ha certamente concorso anche la mancata nomina dei direttori dei molti settori (addirittura una dozzina) rimasti senza una guida dedicata e affidati ad interim. Una situazione di difficoltà puntualmente registrata non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dalla stampa di informazione: si veda per tutti l’impietosa fotografia delle inadeguatezze e manchevolezze dell’Aifa “scattata” dal quotidiano la Repubblica in un articolo pubblicato lo scorso 12 settembre.

Ora il governo giallo-rosso, con il ministro Speranza, gira pagina e, mentre Li Bassi prepara gli scatoloni e ancora debbono pervenire le prime manifestazioni di interesse all’incarico di guida operativa dell’Aifa, già circolano (per quanto incredibile possa sembrare) i primi nomi sul futuro DG, cui spetterà l’impegnativo compito di rilanciare l’Agenzia, riportandone in alto le sorti.

Nomi che scaturiscono dagli inner circle del ministero e della stessa Agenzia e che appartengono a esperti di chiara e accreditata esperienza e autorevolezza, ma che il nostro giornale – pur avendoli registrati –  sceglie consapevolmente di non riportare, per evitare di amplificare rumors che (non di rado) sono sollevati ad arte al solo scopo di creare problemi a questo o quel possibile candidato.

Giochino al quale – nell’attesa che il ministro Speranza  proceda a designare il nuovo direttore generale dell’Agenzia effettuando la sua scelta tra i curricula degli interessati che perverranno nei prossimi venti giorni – RIFday ritiene etico ed estetico non partecipare.