Agenzie europee, è bagarre in Europa per la scelta delle nuove sedi Ema e Eba

Roma, 21 giugno – Tra i 27 Stati dell’Ue non c’è ancora accordo sui criteri con cui dovranno essere scelte le nuove ubicazioni dell’Agenzia dei medicinali europea (Ema) e di quella finanziaria (Eba).

A comunicarlo, secondo quanto riferisce Affaritaliani.it, è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi (nella foto) al termine del Consiglio Affari Generali riunitosi ieri in Lussemburgo.

“Dobbiamo ancora lavorare, perché abbiamo espresso delle riserve, condivise da un gruppo di Paesi, per la procedura oggi proposta, che non assicura la continuità e il buon funzionamento delle agenzie, né che la selezione avvenga veramente sulla base di criteri tecnici” ha detto Gozi.  “Noi siamo molto preoccupati soprattutto che l’Ema possa continuare a funzionare senza interruzioni, senza pause legate al trasferimento. Riteniamo che finora non ci sia un collegamento forte tra i criteri tecnici e la procedura di decisione politica” ha proseguito il rappresentante italiano. Per questo abbiamo chiesto alla Commissione, alla Presidenza e ai nostri partner un ulteriore approfondimento su come meglio venire incontro a queste esigenze, che sono condivise anche da altri Paesi”.

“Adesso vediamo di qui al Consiglio Europeo, quali ulteriori soluzioni di compromesso si possono trovare” ha aggiunto Gozi. “Noi abbiamo chiesto che si approfondiscano alcuni criteri: sarà una valutazione da fare a livello di capi di Stato e di governo. Deve esserci coerenza tra l’obiettivo, quello di assicurare il buon funzionamento delle agenzie, e il metodo di scelta”.

I Paesi dell’Est (cinque dei quali non hanno neppure un’agenzia Ue: si tratta di Cipro, Slovacchia, Croazia, Bulgaria e Romania) puntano su un criterio di redistribuzione geografica: “È evidente che nella Ue questo tipo di equilibrio è sempre presente in ogni discussione” ha osservato al riguardo l’esponente del governo italiano. “La scelta fatta sulle agenzie dalla Commissione e dalla presidenza è di partire da criteri tecnici, per assicurare il buon funzionamento delle agenzie”.

“Secondo noi quelli sono i criteri che devono essere tenuti veramente in conto quando si prendono le decisioni” ha detto Gozi. Poi le motivazioni nel voto segreto o di ognuno degli Stati membri, si possono allargare ad altre valutazioni, ma il cuore della questione è chi soddisfa meglio i criteri di buon funzionamento delle agenzie”.

Il meccanismo proposto da Consiglio e Commissione prevede un sistema di votazioni per scegliere le città vincitrici: “Abbiamo chiesto di rivedere il meccanismo di votazione, chiedendo un meccanismo che assicuri un più ampio consenso, pensando a una maggioranza più ampia rispetto ai 14 previsti, una maggioranza assoluta o dei due terzi” ha aggiunto Gozi.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della Commissione europea Jean-Claude Juncker, spiega il Consiglio, “hanno suggerito agli Stati membri una procedura specifica, che consiste in un invito a presentare offerte da parte degli Stati membri, in una valutazione da parte della Commissione basata su criteri oggettivi e in una decisione finale da parte dei 27 Stati membri con una votazione nell’autunno del 2017. I leader dell’Ue a 27 dovrebbero approvare la procedura a margine del Consiglio Europeo ex articolo 50 il 22 giugno”.

Come è noto, la partita della scelta delle nuove sedi delle agenzie comunitarie determinata dalla Brexit interessa in via diretta l’Italia, che ha ufficialmente avanzato la candidatura di Milano come nuova sede dell’Ema.