Agenzia Entrate: “Sì a detrazione fiscale per mascherine conformi”

Roma, 7 maggio – È possibile detrarre il costo sostenuto  per l’acquisto di mascherine ‘conformi. Lo chiarisce l’Agenzia delle  Entrate in una circolare datata 6 maggio 2020 firmata dal  direttore Ernesto Maria Ruffini che fornisce chiarimenti ai dubbi di  operatori, professionisti e associazioni in merito ai decreti Cura Italia e Liquidità.

In linea generale, l’Agenzia delle Entrate ribadisce che per beneficiare della detrazione mascherine è necessario che, dalla certificazione fiscale, che sia scontrino o fattura, risultino chiaramente due elementi: la descrizione del prodotto acquistato; il soggetto che sostiene la spesa.

”L’acquisto di mascherine per la protezione  individuale”  si legge nella circolare “dà diritto allo sconto del 19% in  dichiarazione se si tratta di dispositivi medici con marcatura Ce (sempre per la parte che eccede i 129,11 euro, cioè la franchigia per spese sanitarie). Lo  scontrino o la fattura di acquisto devono indicare il soggetto che  sostiene la spesa e la conformità del dispositivo”. Al riguardo, la circolare mette in guardia i contribuenti, invitandoli a tenere conto che a tenere conto che “nell’attuale situazione emergenziale, potrebbero essere immessi in commercio anche prodotti non aventi le caratteristiche per rientrare nella categoria di dispositivo medico come definito dal citato Ministero”.

La detraibilità, dunque, non riguarda tutti i tipi di Dpi, ma soltanto quelli con marcatura CE, condizione che va quindi a escludere molti acquisti online, che molto spesso riguardano prodotti (per lo più di provenienza cinese) privi di certificazione. L’altra buona notizia della circolare è che  si potranno detrarre anche le donazioni fatte alla Protezione civile, purché non siano avvenute in contanti.

La spesa detraibile comprende le mascherine in vendita presso farmacie, parafarmacie, tabaccai, supermercati, grande catene di distribuzione, incluse quelle a prezzo calmierato (0,61 € al pubblico)  oggetto degli accordi siglati il 1° maggio tra il commissario straordinario Domenic0 Arcuri prima con le sigle della filiera distributiva del farmaco e quindi con la Gdo e i tabaccai. Fondamentale però conservare scontrini e fatture, a dimostrazione che si tratti di dispositivi medici con marcatura CE: “Non possono essere considerati validi” specifica al riguardo la circolare dell’Agenzia delle Entrate “i documenti fiscali che riportino semplicemente l’indicazione dispositivo medico”.

Per capire se il dispositivo di protezione acquistato è di tipo medico e dunque detraibile, è sufficiente consultare il database del ministero della Salute, immettendo o dati del fabbricante o del prodotto. “Per identificare la natura del prodotto come dispositivo medico possono bastare” precisa la circolare “anche le codifiche utilizzate ai fini della trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria nello specifico l’indicazione del codice ‘AD’ (spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE)“. Con il codice AD sul documento di spesa, per la detrazione non è necessaria anche la marcatura CE o l’indicazione di conformità alle direttive europee.

Diversamente c’è bisogno di una apposita documentazione: per i dispositivi medici compresi nell’elenco menzionato in precedenza, conservare (per ciascuna tipologia di prodotto) la documentazione dalla quale risulti che lo stesso ha la marcatura CE; per quelli non compresi nell’elenco, il prodotto deve riportare, oltre alla marcatura CE, anche la conformità alla normativa europea (direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE e successive modifiche e integrazioni).

Il documento, poi, sul tema conclude con un ultimo richiamo alla circolare dello scorso anno che fornisce indicazioni sul tema: “Considerato che l’elencazione dei dispositivi medici contenuta nella circolare 31 maggio 2019, n. 13/E, è da considerarsi esemplificativa e non esaustiva, si ritiene che qualora le «mascherine protettive» siano classificate, in base alla tipologia, quali «dispositivi medici» dai provvedimenti del Ministero della Salute o rispettino i requisiti di marcatura CE declinati precedentemente, le relative spese di acquisto siano detraibili nella misura del 19 per cento come stabilito dall’articolo 15, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.”

 

La circolare dell’Agenzia delle Entrate sulla detraibilità delle mascherine