Affari sociali, chiuso il ddl Lorenzin, senza misure su parafarmacie

Roma, 28 settembre – La Commissione Affari sociali della Camera ha affondato il piede sull’acceleratore e ha chiuso ieri i lavori in sede referente del ddl Lorenzin su sperimentazione clinica, ordini professionali e nuove professioni sanitarie, che è stato già calendarizzato per la discussione in Aula il 9 prossimo ottobre. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Commissione (che è anche il relatore del provvedimento),  Mario Marazziti (nella foto).

Il ddl 3868, nel testo definitivo approvato ieri, sarà ora inviato alle Commissioni competenti per i dovuti pareri che – ha spiegato Marazziti a Sanità24“avranno bisogno almeno di una settimana, perché si tratta di un provvedimento molto complesso. Se ci sarà bisogno di alcuni ritocchi li recepiremo in un’ulteriore seduta di emendamenti. Poi daremo mandato al relatore e il 9 ottobre siamo in Aula”.

Al provvedimento, come è ben noto, erano stati presentati emendamenti finalizzati a risolvere il controverso nodo delle parafarmacie, sui quali però la Commissione ha deciso di prendere un po’ di tempo. “Ho invitato a ritirare tutti gli emendamenti per dare modo alle categorie di trovare un accordo, che il comitato ristretto potrà recepire con un emendamento organico” ha spiegato Marazziti, convinto della grande opportunità offerta dal ddl 3868 per risolvere una questione che si trascina da più di dieci anni e che, se affidata a un disegno di legge ad hoc, potrebbe richiederne chissà quanti altri ancora per arrivare a soluzione.

“Non ho altro interesse se non quello di facilitare una soluzione” aveva dichiarato al riguardo nei giorni scorsi il presidente della XII Commissione, invitando le sigle di farmacie e parafarmacie a fare di tutto per trovare la “quadra” di un’ipotesi di soluzione il più possibile condivisa e approfittare del treno in corsa rappresentato dal ddl Lorenzin.

Il tempo, però, stringe: manca ormai solo una settimana prima dell’arrivo dei pareri delle Commissioni, gli ultimi ritocchi in Commissione e lo sbarco del ddl in Aula e la “quadra” ancora non è arrivata, anche se Marazziti spiega che  “su cinque o sei punti c’è una sostanziale convergenza”. Resta però il fatto – riconosce lo stesso presidente della Commissione –  che “ci sono dettagli complessi da definire. Vedremo se matura l’accordo, poi l’Aula deciderà che fare“.