Adf: “Farmaci, filiera sicura, il problema sono i soggetti spuri”

Roma, 11 aprile – “Mancano le regole o i controlli?” A sollevare l’interrogativo, dopo i 13 arresti disposti a inizio settimana dai magistrati nei confronti di titolare, amministrativi e consulenti vari di una farmacia milanese (la centrale Farmacia Caiazzo, nei pressi di Corso Buenos Aires, cfr. RIFday di ieri), con pesantissimi capi di imputazione (dall’associazione per delinquere alla truffa), è il presidente di Adf Mauro Giombini (nella foto).

“Di regole siamo pieni, è noto che in Italia si legifera più che altrove; il problema sta nella loro applicazione, spesso approssimativa” afferma Giombini in un comunicato stampa, annotando che la farmacia al centro della grave vicenda emersa dopo un’attività investigativa dei Nas durata più di un anno era già dal 2016 sotto i riflettori dei magistrati, in ragione di una sospetta contiguità con soggetti  in odore di ‘ndrangheta, e da allora veniva fornita con cautela dai fornitori.

La legge 219 richiede requisiti stringenti per autorizzare l’attività di grossista di farmaci”  spiega  Giombini “ma alcune Regioni sono ‘generose’ nelle concessioni e hanno fatto nascere una categoria spuria di farmacista/pseudo-grossista”.  Da qui – il comunicato Adf non lo esplicita ma lo lascia ampiamente intendere – l’aumento di zone grigie, se non proprio opache, nel trading farmaceutico,  grazie anche alle possibilità di lucro offerte dal parallel trade.

Esemplare, al riguardo, l’attività stroncata ieri a Milano: la Farmacia Caiazzo era riuscita a ottenere, insime all’autorizzazione a opera come grossista, l’accreditamento con l’Aiop (l’Associazione italiana ospedalità privata) per gli approvvigionamenti di farmaci ad alto costo ad esclusivo uso ospedaliero, che acquistava a prezzo ex factory sensibilmente scontato per poi rivenderli non a cliniche od ospedali ma all’estero (in Egitto e in Asia) attraverso intermediari stranieri, spesso semplici fruttivendoli e commercianti, realizzando ingentissimi guadagni grazie ai differenziali di prezzo.

“L’Adf è in prima linea contro il crimine farmaceutico sin dai tempi della partecipazione alla task-force Impact Italia coordinata dall’Aifa” afferma ancora Giombini “ha collaborato poi con la Commissione d’inchiesta di cui è stato relatore l’on. Paolo Russo ed è sempre disponibile a fornire il contributo della categoria nell’interesse dell’integrità del canale-farmacia e del servizio efficiente e sicuro per il cittadino”.

“Quanto mai opportuna, quindi” conclude Giombini nella sua nota “l’iniziativa dell’Ordine dei Farmacisti di Roma che prende il via con il convegno di domani (oggi per chi legge, NdR)”.