Addio esame di Stato, in arrivo la laurea abilitante in farmacia

Roma, 19 ottobre – La notizia non giunge inattesa, dopo l’annuncio del sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro del 9 luglio, quando l’esponente diel governo,  rispondendo nel corso di una seduta della Commissione Cultura della Camera all’interrogazione a risposta immediata  della deputata del Pd  Flavia Piccoli Nardelli, comunicò l’intenzione dell’esecutivo di predisporre un disegno di legge per attuare “un ambizioso intervento di semplificazione del sistema delle lauree”, prefigurando l’introduzione di un nuovo sistema  potenzialmente aperto a tutte le lauree che danno accesso a professioni regolamentate, rendendo il loro percorso abilitante  “qualora ciò sia richiesto dagli ordini professionali di riferimento”.

Quell’impegno trova ora attuazione  e, grazie all’approvazione a un ddl di prossimo varo  che sarà oggi sul tavolo del pre-consiglio per poi essere esaminato successivamente a Palazzo Chigi e che introduce nuove disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti, arriva  appunto una “radicale semplificazione” dell’accesso alle professioni regolamentate: basterà la laurea magistrale per l’abilitazione all’esercizio delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo, le prime che saranno interessate al nuovo corso.
Si prevede che il tirocinio pratico-valutativo sia svolto all’interno dei corsi di laurea e che di conseguenza l’esame conclusivo del corso di studi divenga anche la sede nella quale espletare l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione.

Gli obiettivi del provvedimento sono chiaramente esplicitati nella relazione che accompagna il testo del ddl (cinque articoli scritti dall’ex presidente della Crui): da una parte,  favorire “una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro“; dall’altra “dare una risposta concreta alle esigenze sanitarie, culturali, economiche, produttive e sociali del Paese“.

I primi quattro titoli di studio che saranno abilitanti riguardano le lauree a ciclo unico in Odontoiatria, Farmacia, Veterinaria e la magistrale in Psicologia. Unica condizione: almeno 30 crediti formativi devono essere acquisiti con un tirocinio interno al corso di studi.

In un secondo momento, il processo di semplificazione toccherà toccherà alle tre nuove lauree professionalizzanti nelle materie tecniche citate dall’articolo 2 del ddl che sono state istituite ad agosto e che licenzieranno i primi laureati solo tra tre anni. Questo, ovviamente, a condizione  che nel frattempo il ddl sia varato dal Consiglio dei ministri, venga convertito in legge in Parlamento e arrivino anche i regolamenti e i decreti ministeriali previsti dalla norma. Anche per queste nuove lauree, così come per il gruppo di professioni precedenti, bisogna infatti ripensare l’esame di laurea, inserendone una parte di verifica pratica e integrando le commissioni con dei professionisti, e adeguare i corsi di studio.

Il provvedimento (articolo 4) si occupa anche di professioni non ambito sanitario, le cui abilitazioni sono regolamentate dal ministero dell’Università: architetto, assistente sociale, biologo, chimico, geologo, ingegnere, dottore commercialista; esperto contabile e revisore legale. Per queste categorie saranno i consigli o le federazioni nazionali a decidere se eliminare o meno l’esame di Stato: non è detto che questo accadrà.