Addio ai superticket in Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo

Roma, 4 luglio – Emilia-Romagna, Lombardia e Abruzzo dicono addio ai cosiddetti “superticket”, le quote aggiuntiva di partecipazione alla spesa su farmaci e prestazioni specialistiche. Ne riferisce una nota di Regioni.it, registrando anche i commenti dei responsabili delle tre Regioni.
“Orgogliosi di una decisione che va incontro a cittadini e famiglie, abbassando il loro carico fiscale” afferma il presidente della giunta reginale dell’ Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (nella foto),  spiegando che dal 1° gennaio 2019 quasi un milione di persone della sua Regione trarranno beneficio dalla abolizione del superticket, che resterà in vigore solo per i redditi superiori ai 100mila euro annui. Per tutti gli altri, la tassa aggiuntiva su farmaci (fino a 2 euro a confezione, con tetto massimo di 4 euro a ricetta) e prestazioni specialistiche (fino a 10 euro ognuna), dagli esami di laboratorio a quelli radiologici, sarà eliminata, con un risparmio per i cittadini di 22 milioni di euro l’anno.
“Quando si riesce a garantire un servizio sanitario di alta qualità facendo risparmiare persone e utenti” spiega Bonaccini  “vuole dire che la strada intrapresa è quella giusta. Una strada passata prima per la razionalizzazione della spesa, senza che si siano intaccati efficienza ed efficacia, con 445 milioni di euro risparmiati grazie alla centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione nell’ultimo triennio, di cui oltre 370 proprio nella sanità, poi per gli investimenti in edilizia sanitaria, per rinnovare gli spazi e costruirne di nuovi, e nel potenziamento degli organici e la lotta al precariato, con oltre 5mila assunzioni e stabilizzazioni negli ultimi due anni di medici, infermieri e operatori sanitari. Una Regione virtuosa e con i conti in ordine che ora può permettersi di guardare ai bisogni dei propri cittadini e di trovare, per quei bisogni, risposte concrete”.
Nella Regione Lombardia dal primo di luglio, “un milione e mezzo di lombardi potranno usufruire del dimezzamento del ticket sanitario regionale che passerà da un massimo di 30 a un massimo di 15 euro” spiega l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.  “Tutti gli erogatori hanno aggiornato i propri sistemi informativi pertanto le prestazioni prenotate dal 1 luglio e quelle che possono effettuarsi con presentazione diretta avranno diritto allo sconto del 50%. Dopo lo stanziamento di 20 milioni di euro che ci ha consentito di finanziare il taglio del ticket, ora lavoriamo per eliminarlo completamente, grazie all’autonomia”.
“Il milione e mezzo di lombardi che avranno diritto alla riduzione del 50% del ticket regionale”
sottolinea Gallera “andrà ad aggiungersi al 62% dei 7.666.615 assistiti che usufruiscono del 70% delle prescrizioni di specialistica e del 74% del valore economico delle prestazioni erogate, che sono gia’ totalmente esenti dal pagamento del ticket”.
Il criterio utilizzato per il taglio delle prestazioni più costose” aggiunge Gallera “è stato adottato per venire incontro a chi e’ costretto a sottoporsi ad esami diagnostici richiesti per accertare la presenza o il controllo di gravi patologie o per importanti attività di prevenzione”.
Anche la regione Abruzzo dal primo luglio favorirà l’accesso alle prestazioni sanitarie per le popolazioni a minore reddito:  la Giunta regionale ha approvato l’abrogazione della quota fissa su ricetta per le prestazioni di specialistica ambulatoriale per la popolazione con reddito familiare inferiore o uguale ad euro 8263,31 “e la riduzione ad euro 5 di detta quota fissa per la popolazione con reddito familiare superiore a euro 8263,31 e inferiore o uguale a 30mila euro”.
“È una delibera che riguarderà circa il 50% della popolazione abruzzese”
spiega Silvio Paolucci, assessore alla sanità della Regione Abruzzo  “poiché le modalità di calcolo del reddito famigliare tengono conto di diversi parametri come il numero di persone all’interno del nucleo famigliare e pertanto circa il 14% delle ricette vedrà azzerato il superticket mentre un altro 40% beneficerà del suo dimezzamento. Si tratta di un provvedimento a favore delle fasce più deboli per favorire l’accesso alle cure. Si è reso possibile grazie al lavoro di tenuta e poi verifica dei conti, alla conclusione del mandato commissariale avvenuta appena 18 mesi fa”.

L’auspicio di Paolucci è che la delibera di Giunta sia approvata ora dal Ministero.